Pubblica Amministrazione: come compra e quando paga
30 Gennaio Gen 2013 2304 30 gennaio 2013

Houston abbiamo un problema: il 50% della P. A. non mette a disposizione i dati

Ogni giorno siamo bombardati da analisi, statistiche ed ogni altro genere di indagini che riportano informazioni e misurano le performance della pubblica amministrazione. Alzi la mano chi non ha mai letto anche un solo articolo in merito al patrimonio immobiliare pubblico o sentito l’ex Ministro Renato Brunetta snocciolare numeri sulle assenze dei dipendenti pubblici nel corso di qualche dibattito televisivo.

Ma quanto sono attendibili questi documenti? Ed in che modo le amministrazioni pubbliche rispondono alle varie richieste di trasparenza? Mi sono posto questa domanda dopo aver scoperto la differenza di numero delle Stazioni appaltanti, rilevato dall’AVCP, prima e dopo l’introduzione del Codice Identificativo di Gara (CIG).

Ma, tornando agli esempi sopra citati, la stessa considerazione è fattibile nel caso del censimento sugli immobili pubblici effettuato dal dipartimento del Tesoro, appartenente al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per individuare il loro valore. L’ammontare complessivo ottenuto è pari a circa 340 miliardi (55 riguardano le proprietà di Stato e 285 quelli delle altre amministrazioni). Ma se si verifica il numero degli enti che hanno partecipato all'indagine si scopre che tra gli enti locali, che rappresentano circa il 70% del valore complessivo, solo il 53% di esse ha risposto alla rilevazione statistica “obbligatoria” avviata nel 2010.

Non diversa la situazione in merito ai dati diffusi recentemente dal Ministero della Funzione Pubblica sulle presenze del personale dipendente della P.A.. Nel documento, tra i numeri messi in evidenza, si trova quello relativo alle amministrazioni che hanno comunicato i propri risultati. Si tratta di 5.217. Di queste 522 (il 10%) sono state escluse poiché le risposte fornite non sono state considerate valide. In definitiva il numero di unità impiegate per la stima sono 4.695, poco più della metà delle 8.623 delle amministrazioni potenzialmente interessate. Anche in questo caso gli enti locali non brillano certo per partecipazione (4.361 su 8.100) ma la palma dei meno collaborativi spetta agli enti di previdenza (4 su 27) seguiti da “altre PA centrali” (34 su 100). Segnano il passo anche le Aziende Sanitarie Locali (107 su 153) e quelle ospedaliere (58 su 99).

E’ senza dubbio molto difficile porre rimedio al problema di “partecipazione attiva” degli enti pubblici per la diffusione dei propri dati ma questo rimane un elemento centrale per poter effettuare una valida due diligence della P.A. nel suo complesso. C’è da augurarsi che insieme al tema della trasparenza, argomento sempre più presente nel dibattito politico, possa trovare spazio anche l’individuazione di metodi di coinvolgimento persuasivi per ottenere la giusta collaborazione degli enti pubblici.

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