Un altro Nordest
31 Gennaio Gen 2013 1604 31 gennaio 2013

Disavventure alla ricerca di uno stagista (consapevole)

Mai nella vita, fino ad ora, ero stata dall’altra parte. Ho sostenuto pochi colloqui nella mia corta carriera. E spesso senza inviare curriculum. Conta poco nella nostra professione giornalistica. Sono stata contattata grazie ad articoli scritti, cinguettii che hanno incuriosito, segnalazioni. Un giorno un caporedattore mi chiese senza troppi scrupoli: «E lei chi la raccomanda?» Per fortuna avevo un abile alleato al mio fianco che parlò per me: «Si raccomanda da sola».

Non è semplice cercare un lavoro. Oggi più di sempre. Però ora che sono dall’altra parte, lo dico sinceramente: sono stupita da chi ho di fronte.
L’antefatto è che la mia redazione cerca uno stagista da inserire con rimborso spese.
Io per prima sono stata una stagista a costo zero per l’azienda. Facemmo la lotta per i buoni pasto e solo quello ci fu concesso. Ringrazio ancora mio padre per avermi supportato economicamente. Ma lo feci per esperienza, formazione e necessario passaggio in un mondo dove da qualche parte bisogna iniziare, con umiltà e attenzione.


Torniamo agli stagisti. I curriculum sono piovuti dal cielo. Venti al giorno, la media. Significa che i canali (facebook, lavori creativi, twitter e passaparola con università e scuole) erano giusti.
Però devo fare delle sottolineature necessarie: solo un candidato su dieci aveva letto la richiesta. Sono arrivati curriculum per posizioni da noi non richieste (perfino baristi) e da Caltanissetta! Scrivendo «automuniti». Ci posso credere... però poi quando ho chiamato al telefono la risposta è stata devastante: «no a Padova. Non avevo capito fosse là». Chi invece aveva letto bene, poi si è fatto trovare impreparato al telefono rispondendo a vanvera. «Si si ricordo, era per l’ufficio stampa della Fiera». Meglio starsene zitti ed ascoltare. Poi nessuno sembra avere tempo: «alle 10 ho la palestra». La palestra???


Sono dalla parte dei giovani. E forse ho avuto sfortuna, lo ammetto. Ma le casistiche che ho visionato mi impressionano non poco per un lavoro che richiede attenzione e curiosità. Pochi leggono il giornale che editiamo e quindi non sanno per cosa hanno mandato il cv. Ma trovare un lavoro (o uno stage) non è lanciare nel mare magnum coriandoli in attesa che qualcuno li raccolga e poi faccia un’ovvia selezione. Non funziona così. Spero davvero sia stata solo sfortuna. Mi rimetto alla ricerca.

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