Raja Elfani
Gloβ
2 Febbraio Feb 2013 1906 02 febbraio 2013

Gaytizzazione e flash war, l’edonismo alla francese

Dopo una martellante mediatizzazione della causa gay, l’Assemblea francese approva il primo articolo del progetto di legge relativo. Gennaio era tutto all’insegna di dibattiti e manifestazioni, come se nella libertà sessuale fosse in gioco il prestigio della Francia. Ma la politica è altrove e lo è sempre stata.

Hollande è in Mali per rappresentare la liberazione dall’islamismo, un desiderio mai veramente manifestato dai popoli coinvolti. Ciò nonostante, il vero schiaffo all’organizzazione islamista è stato quello dato dall’Algeria che da sola ha reso nullo l’attacco al sito BP nel deserto. Né terrorismo né ingerenza, questo è il messaggio dell’operazione militare che ha di fatto promosso l’Algeria baluardo locale contro ogni politica internazionale che ancora vorrebbe sguazzare nell’islamismo.

Insomma la miccia internazionale non ha preso né in Mali né in Algeria. Allora la Francia replica su altri fronti, dove nemmeno l’America ha mai spinto la sua propaganda: inaugura la vera cesura spirituale tra Oriente e Occidente, cioè tra vecchio e moderno. Un antico archetipo manicheistico (celato in ogni guerra) finalmente validato dopo un laborioso periodo postmoderno in cui tutto era permesso. Finiti gli anni ‘80, quelli della depravazione, del pretesto della ricerca identitaria illimitata. Ora esiste un’istituzione della diversità: la legge del "Matrimonio per Tutti". E l’Occidente finalmente attinge alla sua radice profonda.

Il matrimonio per tutti è un’operazione di fossilizzazione della cultura dei vizi e delle perversioni, più che una cura sociale. In quel modo, si allarga solo il decreto della monogamia, enumerando la casistica della vita moderna, benedicendo quantità di rapporti praticati in libertà. La Francia abbraccia la sua fede libertaria e nichilista in un colpo solo, sposando Nietzsche con Sartre. Con un’audacia indotta, ma anche con una certa coerenza, la Francia si erige quindi come chiesa della laicità, fissando per sempre, così com’è, l’irrisolto minestrone morale del modernismo.

L’islam, dall'altro canto, da tre decenni, vuole diventare un faro per la fascia del mondo che non si riconosce nell’avanzata razionalistica, quando il cristianesimo cerca continuamente l’escamotage con la scienza e le sue profanazioni. L’islam è perciò il candidato al vero monoteismo, quel pensiero unico che la nostra civiltà ingoia e assimila guardando all’indifferenza pura, o all’indeterminazione di Heisenberg tutt’al più.

L’occidente non vuole riconciliazioni, non riconosce l’altro, come auspicava Derrida, né le altre culture: li divora. E questa nuova versione del matrimonio è l’assunzione di un’incapacità culturale di fornire un'etica.

È assurdo, infine, che siano quelle culture che poggiano sulla poligamia ad essere i vivai dai quali emergono i nuovi predicatori della moralità, nel mondo globalizzato. Intanto talebani e salafiti hanno messo in scena il bestiario anti-moderno e di conseguenza anti-occidentale, riuscendo a raccogliere i simboli contrari alla nostra civiltà. La Russia e la Cina non hanno retto la loro posizione di antagonisti, ora li sostituisce il miraggio dell’internazionale islamista.

Mentre la Francia sta fornendo una migliore definizione del bipolarismo ideologico che caratterizza la nostra epoca.

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