Il libro ritrovato. Consiglieri di pagine
3 Febbraio Feb 2013 1033 03 febbraio 2013

All'indice!

di Barbara Bernardi

Nessuna minaccia, tranquilli, è solo un invito... ad andare all'indice, a correre e leggere quello di un libro classico, noto, studiato, anche se talvolta evitato.
Il Circolo Pickwick di C. Dickens, ho infatti voglia di farvelo ripensare, magari leggere o scoprire, partendo dal suo indice.

Parlo spesso dei dintorni di un testo: quello che sta attorno alle parole e alla storia, come anche di tutte le parole che diventano dediche, ringraziamenti, appendici o note. In questo modo i libri si leggono fino in fondo, con una sensazione di nostalgia mentre li si sta lasciando andare. Li leggo anch'io così per trattenere l'incanto della convivenza, che va terminando, con i personaggi e i luoghi della storia.

L'indice del Circolo Pickwick comprende otto pagine di scrittura leggera, ironica, precisa e potente. Una narrazione nella narrazione perfetta anche per l'iniziale forma del romanzo, uscita in fascicoli a puntate per venti mesi nel 1836.
Un indice che ha toni di modernità nella forza della sintesi, nell'equilibrio tra precisione e mistero, tipiche di una scrittura che deve affascinare e far intuire senza rivelare troppo, giocare con il lettore e attrarlo nella rete di una storia-viaggio alla scoperta dell'umanità e dell'Inghilterra ottocentesca.
Un indice che ci fa orientare nella storia e nella dimensione poetica del suo autore: quest'indice non è affatto la porta di servizio per intuire Dickens, il suo mondo e il mondo della sua storia.

Ci dice che il libro è un racconto avventuroso dove gli eventi e i personaggi si succedono velocemente:
cap. 4, Giornata campale e bivacco. Altri nuovi amici e un invito in campagna.
cap. 7, Si dice come il signor Winckle, invece di sparare al piccione e uccidere il corvo, sparasse al corvo e ferisse il piccione; e come il Circolo del cricket di Dingley Dell giocasse contro Muggleton, e come Muggleton pranzasse a spese di Dingley Dell; nonché si trattano altri argomenti istruttivi e interessanti.

Ci dice che Dickens si occupa dei costumi dei suoi tempi:
cap. 13, Qualche notizia su Eatanswill e sulle condizioni locali dei partiti nonché sull'elezione del deputato che dovrà rappresentare in parlamento quest'antica, fedele e patriottica cittadina.
cap. 28, Lieto capitolo natalizio con la descrizione di un matrimonio e di altri svaghi i quali, benché nel loro genere non siano inferiori al matrimonio stesso, non vengono più celebrati con spirito altrettanto religioso in questo nostro tempo decadente.

Ci dice come l'autore legga l'umanità e i sentimenti amorosi che lo circondano:
cap. 8, In cui si illustra chiaramente la verità secondo la quale un vero amore non procede tranquillo come un treno sulla strada ferrata.
cap. 18, Nel quale si illustrano brevemente due punti, cioè la potenza degli attacchi di nervi e la forza delle circostanze.
cap. 22, Il signor Pickwick si reca a Ipswich dove ha un'avventura romantica con una dama di mezza età con diavolini di carta gialla nei capelli.

Ci dice soprattutto la splendida ironia e leggerezza con cui Dickens racconta questa lunga storia e la ricchezza dell'intreccio che è troppo zeppo d'avventure perché se ne possa dare un breve riassunto, ma anche la necessità dell'uomo di leggere storie che, ogni tanto, finiscano così:
cap. 57, Il Circolo Pickwick si scioglie e tutto si risolve con la massima soddisfazione di tutti gli interessati.

Cercando ai margini de Il Circolo Pickwick, ho trovato un vecchio adattamento televisivo italiano. Immediata è stata la sensazione di stupore per una televisione italiana che, spesso, quando adattava i classici più noti, realizzava prodotti originali e creativi, e la sensazione di grigia rassegnazione per una televisione italiana che, cercando oggi i suoi soggetti originali, realizza prodotti tutti uguali a se stessi.
Ma questa è decisamente un'altra storia.

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