Andrea Tavecchio
Fisco e sviluppo
3 Febbraio Feb 2013 1646 03 febbraio 2013

L’accordo fiscale con la Svizzera è un grosso errore

Prima di Berlusconi ne aveva già parlato Renzi. Non cambio idea (qui sotto). L'accordo con la Svizzera, non a livello europeo, è un grosso errore ed è un danno per il nostro fisco. Gli svizzeri, invece, ci tengono tanto. Strano, no?...

Twitter @actavecchio

Fisco e Sviluppo - 20 novembre 2012

Parlare di evasione ed elusione fiscale è sempre complicato, specie in Italia dove oltre ad esserci una spasmodica ricerca di entrate fiscali, c'è la tendenza ad affrontare le questioni tecniche, come il complesso contrasto ai paradisi fiscali, non in modo analitico, ma propagandistico e superficiale.

Andrea Manzitti su lavoce.info (ripubblicato ieri da Linkiesta) aveva spiegato bene alcune delle motivazioni che stanno alla base delle perplessità sulla firma dell'accordo tra il nostro Governo e la Svizzera che, ricordiamo, ha l’obiettivo di tassare i capitali dei cittadini residenti in Italia detenuti in quel Paese sul modello di quello che la Svizzera ha fatto con la Germania (anche se il parlamento tedesco non ha ancora ratificato), con l'Inghilterra e con l'Austria. Una specie di scudo fiscale in cui quanto è da "scudare" lo deciderebbe la Svizzera.

Le singole negoziazioni (fatte per fame di gettito e per propaganda) complicano nel medio periodo il quadro dello scambio eureopeo di informazioni fiscali, che si ricorda è ancora in fase "transitoria" con Lussemburgo ed Austria che accetteranno "regole ordinarie" (come gli altri 25) solo quando anche Svizzera, Andorra, San Marino, Monaco e Liechtenstein avranno una ritenuta alla fonte e standard internazionali per lo scambio di informazioni. Per questo motivo la Commisione è comunque scettica sugli accordi bilaterali; la lotta (vera e non di facciata) all'evasione ed elusione è un tassello fondamentale per costruire l'Europa e si facendo le cose insieme, non a livello bilaterale.

Insomma, l'approccio bilaterare "Cubo di Rubik" sembra ad oggi una scelta irrazionale e piena di insidie non solo per il gettito italiano, come spiega Manzitti, ma anche per la costruzione di una solida base comune in campo fiscale a livello Europeo. L'Italia senza l'Europa nella lotta all'evasione ed elusione internazionale è come il don Abbondio di Manzoni "Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s’era dunque accorto, pria quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere , in quella società come un vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro."

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