In principio è cinema
4 Febbraio Feb 2013 1737 04 febbraio 2013

Nessuna scusa, produrre “dal basso” è possibile

Kickstarter, ProduzionidalBasso, Kapipal, IndieGoGo, Ulule: tanti siti, anche italiani, per un solo concetto, quello di crowdfunding, di finanziamento “dal basso” (letteralmente: fondi dalla folla), di collaborazione tra tanti per rendere possibili i progetti più vari in cambio delle più svariate ricompense (che in alcuni casi hanno fatto gridare alla "elemosina"), come ad esempio - nel caso di film o di album musicali - il pre-acquisto di copie in dvd o cd del lavoro una volta che verrà completato.

Un sogno per chi cerca di aggirare le vie canoniche della distribuzione e della produzione, che punta a un diretto contatto con il proprio pubblico (chi ce l’ha già, chi deve ancora costruirselo è più in difficoltà) e che non vuole “piegarsi” ai diktat delle major. Il crowdfunding all’estero è realtà da tempo, in Italia sta iniziando a prendere piede ma deve ancora scontrarsi con la ritrosia del popolo italico a utilizzare il web per i pagamenti (problema condiviso anche con i vari siti di e-commerce, ma in lento risolvimento).

Perché ne parliamo? Perché anche il mondo del cinema ha iniziato a rivolgersi con sempre maggiore costanza a questi mezzi per riuscire a resister alla crisi, e anche autori noti hanno dovuto cercare queste strade alternative.

L'esempio più lampante di questa tendenza viene dall'edizione 2013 del Sundance Film Festival, il più noto appuntamento mondiale dedicato al cinema indie. Quest'anno il 10% delle opere proposte è stato realizzato grazie a Kickstarter, probabilmente la più utilizzata piattaforma del settore.

Diciassette film, quattro dei quali in concorso: un numero impossibile da ignorare, anche perché andando a cercare altre informazioni si scopre che nel 2012 Kickstarter (ma anche IndieGogo, per fare un altro esempio, sta ottenendo ottimi risultati) è stata in grado di raccogliere per il cinema ben 100 milioni di dollari dai suoi donatori, aiutando in 3 anni e mezzo di vita 8.567 progetti.

Sia chiaro, non si tratta solo di giovani alle prime armi che cercano qualche dollaro per girare un filmino tra amici. Ci sono anche quelli, ovvio, ma la concorrenza è tale che per aspirare a raccogliere il denaro sufficiente bisogna dimostrare potenzialità, mostrare un progetto interessante e saper attirare l’attenzione del (potenziale) produttore/spettatore. Nomi da scoprire ma anche nomi già - ampiamente - scoperti, come ad esempio quel geniaccio di Charlie Kaufman, che grazie a oltre 5.000 donatori è riuscito a finanziare il suo progetto in stop motion "Anomalisa".

Certo, il Sundance è il paradiso del cinema indipendente ed è quindi ovvio che lì un certo tipo di progetto trovi più spazio, come avvenuto anche con altre “insolite” strategie distributivo/produttive: basti ricordare il caso di “Margin Call”, presentato con ottimi riscontri di pubblico nel 2012 in contemporanea in sala e in VOD (video on demand) su diverse piattaforme (tra cui iTunes, Amazon e Time Warner Cable), o ancora il caso di "Arbitrage", nel 2013 protagonista di una strategia simile che ha portato 8 milioni di dollari in cassa al cinema e ben 14 grazie al VOD.

Non solo Sundance, però, perché i titoli finanziati dal basso hanno iniziato a farsi vedere anche in “zona Oscar”, e perché anche in Italia - buona ultima, ma è già importante esserci - si iniziano a completare progetti finanziati dal basso. Qualche esempio? “Indiegame - The Movie”, ma anche i tanti “piccoli” documentari che hanno scelto portali come Produzioni dal Basso, attivo fin dal 2005 e probabilmente il più interessante nel nostro paese per attività legate al cinema.

La strada è aperta, il futuro forse scritto. Per avere voce e possibilità ci sono strade nuove e ormai credibili, basta una buona idea da cui partire e tanta buona volontà. Non ci sono più scuse...

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