Costanza Romagnoli
Diario lirico viennese
6 Febbraio Feb 2013 1451 06 febbraio 2013

Aspetti dell'amore

Vienna 6 febbraio 2013

È mercoledì. Sono le 12 e 20 esatte. Comincio a scrivere.
Vi racconto dello spettacolo che sono andata a vedere venerdì sera al conservatorio di Vienna
il cui titolo era “Aspekte der Liebe” (aspetti dell’amore). Si trattava del concerto di fine semestre della classe di operetta.

Il conservatorio di Vienna:

Cos’è un’operetta?
È un genere teatrale e musicale nato in Francia all’inizio del 1800. La sostanziale differenza tra un’opera e un’operetta è che in quest’ultima abbondano le parti dialogate, è una via di mezzo tra il teatro di prosa e l’opera, spesso si balla anche.
È un po’ il musical del passato.
Uno dei padri dell’operetta fu Jacques Offenbach, mentre in Austria il genere fu portato alla massima espressione da Johann Strauß (figlio) e in seguito da Franz Lehar.
Alcuni titoli di operette famose sono: “Il pipistrello”, “La vedova allegra”, “Il paese del sorriso”.
Il tema dello spettacolo che sono andata a vedere era l’amore, gli studenti e gli insegnanti hanno scelto un numero di brani estrapolati da varie operette come “La principessa del circo”, “Il paese del sorriso”, “Boccaccio”, “Lo zingaro barone”, “Una notte a Venezia”, “Orfeo all’inferno” e molte altre e hanno costruito varie scene riproducendo delle situazioni amorose tipiche.
Prima di raccontarvi dello spettacolo in sé, dei cantanti, della scenografia, vi devo parlare della vendita biglietti perché una disorganizzazione del genere qui a Vienna in due anni e mezzo non mi era mai capitata. Il giorno prima mi chiama una mia amica chiedendomi se ero davvero interessata ad andare perché i biglietti erano esauriti e lei mi avrebbe dato uno dei suoi biglietti prenotati. Io le ho confermato la mia partecipazione. Il giorno seguente ero a canto insieme a Ewelina, una ragazza polacca che ha dormito da me 4 notti. Dopo la lezione non volevo lasciarla andare a casa da sola allora, pur sapendo che i biglietti erano esauriti, le ho proposto di venire al concerto. Tentar non nuoce mi sono detta.
Nonostante fossimo arrivate al conservatorio più di un’ora prima dell’inizio, c’era una fila lunghissima. Io sono riuscita a ritirare il mio biglietto, Ewelina aveva il “numero di attesa” 10.
Se dieci persone non fossero venute, lei sarebbe entrata. Pensate che con il passare del tempo i numeri di attesa erano arrivati anche oltre al 25! Alla fine si sono accorti di aver organizzato male i posti a sedere e ne hanno aggiunti molti, così tutti o quasi sono riusciti ad entrare, Ewelina compresa. Per fortuna!
La sala dell’altra sera non era nulla di speciale, abbastanza anonima.

Eccola:

Lo spettacolo invece era carino, montato bene, le scene erano divertenti e frizzanti. I cantanti non erano ancora a ottimo livello, ma le lacune canore erano colmate dalla presenza positiva e raggiante degli alunni. Tutti erano allegri, bravi ballerini e curati nei dettagli. Era uno spettacolo colorato. Pur non essendo ancora pronti vocalmente c’erano delle voci promettenti come quella di una ragazza molto giovane mezzosoprano. Tra i brani che ho preferito c’era quello cantato dalla mia amica “Ich brauche Liebe” da “Alles spricht von Charpillon” di Carl Hans Watzinger.
L’unico problema era che, poiché ognuno di noi quando sente cantare o suonare qualcuno partecipa inconsapevolmente a quel canto o a quel suono, le corde vocali infatti vibrano anche se indirettamente stimolate, siamo uscite dal concerto un po’ affaticate vocalmente e l’indomani mattina avevamo lezione alle 10, ciò significa sveglia anche prima delle 7. Andare a letto tardi con la voce affaticata e svegliarsi dopo poche ore di sonno non è il massimo prima di una lezione. Ci voleva McDonalds! Un bel Big Mac! qualche volta è necessario, soprattutto se si è giù di voce! Fa male a tutto, ma alla voce fa benissimo, unge per bene tutto l’apparato hahaha!
Al Mc ho incontrato due miei amici, ci siamo seduti tutti e quattro ad un tavolo, è stato divertente.
Al ritorno abbiamo preso il tram davanti all’Opera che come sempre era illuminata, ora il 71 fa tutto il Ring (circonvallazione interna) e arriva fino al Rennweg, comodissimo!
Fra qualche mese cambierò casa quindi questi mezzi non faranno più al caso mio. La questione della casa è complicata, quando sarò certa di averne trovata una adeguata ve ne parlerò.
Oggi mi aspetta un pomeriggio di studio (arie più solfeggio) e una serata spero bella.
Sono le 13 e 10 esatte, vado a prepararmi qualcosa da mangiare. Mi sa che oggi facciamo un’insalata con pollo alla griglia.
Un saluto a tutti, a presto.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook