Massimo Famularo
Apologia di Socrate
6 Febbraio Feb 2013 0916 06 febbraio 2013

Un aiuto concreto per le giovani famiglie

In Italia chi vuole mettere al mondo un figlio deve affrontare tanti e tali ostacoli e disincentivi di carattere economico, amministrativo e burocratico, che quella prole (da cui "prole"tari) che era tra le poche cose a portata dei più poveri, oggi rischia di diventare un privilegio per pochi fortunati e benestanti: chi vive lontano dalla famiglia originaria (che da sempre è il primo supporto per le giovani coppie) e non ha un reddito elevato o un contratto di lavoro stabile, molto spesso non può semplicemente permettersi di fare un figlio.

Intervenire su questo odioso stato di cose comporta:

  • una serie di riforme che per essere certi che i fondi destinati al sostegno delle famiglie siano impiegati in modo opportuno
  • il reperimento nel bilancio pubblico di risorse aggiuntive da destinare a questo capitolo fondamentale

Il punto 1 non può prescindere da una migliore conoscenza delle reali condizioni economiche dei cittadini in modo da destinare il supporto dello stato a chi realmente ne ha bisogno e far pagare un prezzo adeguato per i servizi ricevuti a chi può permetterselo.

Inoltre occorre infrangere il tabù che vorrebbe attribuire allo stato il monopolio nell'erogazione di alcuni servizi sociali: finché c'è un serio controllo sulla qualità dei servizi erogati e dei soggetti che li erogano non è rilevante che siano pubblici o privati (si pensi ad esempio alla positiva esperienza delle tagsmutter)

In attesa che le opportune riforme siano implementate, propongo un aiuto concreto per chi decide di avere un figlio che non comporta aggravi di spesa per lo stato.

Un prestito, erogato in rate mensili, al quale possono accedere tutti i cittadini sotto una certa soglia di reddito che stanno per avere un figlio a partire da un qualche mese prima della data presunta di nascita (ad es dal sesto mese di gravidanza) per i primi anni di vita del bambino (ad es fino a 5 anni).
Il prestito andrebbe erogato a condizioni di mercato (ad es tasso variabile con cap) da banche e finanziarie, sarebbe garantito dallo stato e potrebbe essere rimborsato in un orizzonte di 20 o 30 anni.
L'entità dell'importo mensile ottenibile dipenderebbe dal reddito e dalla storia lavorativa del richiedente oltre che dalle valutazioni di rischio fatte dall'istituto che eroga il finanziamento. La formula per la quale l'erogazione non avviene in un'unica soluzione, ma in rate mensili consente di ridurre la quantità di interessi pagati da chi riceve il finanziamento.

L'intervento dello stato consisterebbe dunque esclusivamente nella copertura di una parte del rischio assunto dalle banche in modo da facilitare l'erogazione e migliorare le condizioni per il richiedente.

Che ci guadagna il genitore?

  • può accedere a un credito che gli sarebbe precluso senza la garanzia prestata dallo stato
  • può impiegare i soldi per le spese legate al bambino che in alternativa non potrebbe permettersi
  • può valutare con maggiore serenità se astenersi dal lavoro o meno in virtù delle maggiori disponibilità immediate per pagare asili nido e baby sitter

Quanto costa allo stato?
Lo stato si limita a indennizzare le banche in caso di inadempienza nella fase del rimborso dunque le uscite saranno molto limitate e in ogni caso differite nel tempo alla fase in cui i primi beneficiari inizieranno a rimborsare i prestiti. Per non alimentare Azzardo Morale (se le perdite le prende integralmente lo stato, chi eroga può essere tentato di sottovalutare i rischi) la garanzia dovrebbe coprire solo una parte (es 70-80%) dell'importo erogato.

Conviene ai prestatori?
Il prestito sarebbe erogato a condizioni di mercato, dunque i margini di redditività sarebbero analoghi ad altri prodotti da loro normalmente venduti. L'unica variante è che il rischio di inadempienza viene mitigato dalla garanzia dello stato per agevolare l'approvazione del finanziamento.

In sintesi: un aiuto immediato e concreto, per agevolare chi decide d avere un figlio e consententirgli di restituire quanto ricevuto in un orizzonte temporale ragionevole.

@massimofamularo


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