Marco Giovanniello
Rotta verso il mercato
7 Febbraio Feb 2013 0001 06 febbraio 2013

Presidente, gli Italiani non vogliono un’altra amnistia

Il Presidente della Repubblica Napolitano in visita al carcere milanese di San Vittore parla di "onore dell' Italia" messo a rischio dalla situazione di sovraffollamento delle carceri.

Soluzione? Una nuova amnistia. L' avrebbe già firmata dieci volte, dice, ma ci vorrebbe il voto del Parlamento.

Le carceri italiane sono indubbiamente sovraffollate, perché il numero dei delinquenti aumenta costantemente, mentre il numero delle carceri no. Passano gli anni, i decenni, ma per qualche incomprensibile ragione non si costruiscono e inaugurano nuove prigioni e si ripropone come rimedio il peggiore, cioè rimettere in libertà i detenuti.

Se per un attimo si ha il coraggio di mettere da parte quella piaga nazionale chiamata buonismo, ci si può chiedere perché l' Italia è l' unico Paese europeo che può vantare non la mafia, ma una collezione di mafie, insieme ai politici più corrotti, ai colletti bianchi che prendono il 5% per anni e così via. Perché è difficile andare in galera e ancora più improbabile pagare per intero la propria sentenza.

La classe forense prospera sul rinvio, il ricorso, la prescrizione, ma si verrebbe additati come forcaioli se si dicesse in pubblico che i tre gradi di giudizio hanno dato prova di servire solo a chi commette i reati e che, per avere un minimo di deterrenza, le condanne dovrebbero diventare immediatamente esecutive, vale a dire che i condannati dovrebbero andare in prigione dopo una sentenza di condanna in primo grado e attendere lì l' eventuale appello, come succede in un alto numero di Paesi che a ragione consideriamo civili.

In Italia dovrebbero esserci più persone in galera e non meno, non c' è bisogno di alcun sondaggio per sapere che questo è il desiderio della stragrande maggioranza dei cittadini, che però nel nostro democraticissimo Paese viene ignorato, perché prevale l' aulico buonismo delle élite al potere, insieme al sempiterno istinto al perdono interessato di stampo clericale, che insieme rendono lo Stato italiano non credibile.

Parlando con gli immigrati, soprattutto con quelli stanchi di essere malvisti perché molti della loro etnia delinquono, scopro sempre uno sbigottimento per la leggerezza del nostro approccio contro il crimine. Non deve essere stato diverso fra i nostri immigrati in America, quando Italiano voleva dire mafioso, ma almeno l' FBI e la giustizia hanno picchiato duro e i primi ad avvantaggiarsene sono stati gli italoamericani onesti. Il politically correct impedisce di dire che il peso degli immigrati è sproporzionato fra i carcerati, ma la colpa che immeritatamente ricade sugli Albanesi o i Rumeni onesti è in realtà colpa degli Italiani, che offrono non solo più ricchezze da rubare, ma soprattutto un habitat molto più favorevole di quello che i criminali d' importazione hanno a casa propria.

Siamo il bengodi dei delinquenti e le conseguenze sono devastanti ad esempio anche in politica. Perché abbiamo tanti politici che rubano? E perché no, che cosa dovrebbero temere?

Il tema carceri è un altro dei grandi assenti dalla campagna elettorale, non mi risulta che alcun partito prometta di costruire abbastanza carceri da ospitare tutti quelli che vengono giudicati meritevoli di soggiornarvi, né di abbreviare l' assurdo iter dei mille gradi di giudizio. Nessuno vuole mettere mano alla prescrizione, nel modo in cui viene intesa in Italia. Possiamo essere certi che il nuovo Parlamento, spinto dalle nobilissime ragioni che commuovono Napolitano e costringono Pannella a digiunare, risolverà il problema aprendo le porte delle galere e rimettendo in mezzo a noi tante persone che dovrebbero stare per un bel po' fuori dai nostri piedi. In questo siamo inferiori persino ai Borboni, che governavano con Feste, Farina e Forca.

Napolitano, insensibile al cancro che devasta la sua città d' origine, lamenta che la Costituzione viene tradita, perché la pena non viene scontata con l' intento di rieducare il condannato. Sarebbe meglio avere un approccio più realistico, un Raffaele Cutolo o un Totò Riina, a parte che la loro fine pena è mai e, a dio piacendo, non dovrebbero mai più creare problemi ai cittadini, non mi sembrano certo persone rieducabili e non sono delle eccezioni. Nessun percorso riabilitativo farà mai diventare Franco Fiorito un politico onesto, Fabrizio Corona una persona che rispetta le leggi, né mister 5% un banchiere onesto. Il funerale di Prospero Gallinari ha dimostrato inequivocabilmente che decenni di galera non sono serviti a cambiare molti terroristi, ma almeno li hanno isolati dal tessuto sociale.

Il massimo che realisticamente possiamo aspettarci da buona parte dei condannati è che stiano lontani da noi il più a lungo possibile e l' amnistia va esattamente nella direzione sbagliata.

Vorrei poter votare un partito che promette di aumentare la spesa pubblica, costruendo carceri, ma non ce ne sono. Torniamo dunque a disquisire del voto utile o della compatibilità fra Monti e Vendola, tanto fra qualche mese ci sarà una nuova amnistia e i cittadini onesti saranno non protetti, ma presi in giro ancora una volta dallo Stato.

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