ITALIABILITY
8 Febbraio Feb 2013 1051 08 febbraio 2013

Chi ha reso feroce la riscossione dei tributi

La lotta all’evasione fiscale non può prescindere dalla effettiva capacità dello Stato di incassare i maggiori importi di cui scopre l’omesso versamento o l’omessa dichiarazione spontanei da parte dei contribuenti. Non si può quindi prescindere da una riscossione che sia efficiente. Negli ultimi sei anni, tuttavia, si è deragliato dalla costruzione di un sistema di riscossione delle imposte che fosse efficiente a favore della collettività ad uno che è progressivamente divenuto sempre più feroce a danno dei cittadini.


Pochi ricordano che è stato il Governo Berlusconi a decidere la costituzione di Equitalia. La società di riscossione partecipata al 51% dall’Agenzia delle entrate e al 49% dall’INPS venne prevista con il Decreto legge numero 203 del 30 settembre 2005 e fu così che nacque la società “Riscossione spa”, la quale assunse poi la denominazione “Equitalia spa” a partire dal 12 marzo 2007. Da quel momento in poi, prima con il Governo Prodi nel biennio a cavallo del 2006 – 2008 e successivamente di nuovo con il Governo Berlusconi dal 2008 in avanti, è stato un susseguirsi di Decreti legge con i quali sono stati amplificati i poteri di Equitalia, senza gradualità e distinzione alcuna tra le diverse situazioni che possono portare un cittadino o una impresa ad essere morosi nei confronti del Fisco.

Di ganasce fiscali in ipoteche sugli immobili, i due schieramenti che si ripropongono oggi per l’ennesima volta al Paese, sostanzialmente invariati nelle leadership quanto nelle alleanze, hanno messo in fila una serie di Decreti legge culminati con il Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010, con il quale il Governo di Berlusconi, di Tremonti e della Lega Nord ha introdotto i cosiddetti “accertamenti esecutivi”, ossia gli accertamenti che, anche in caso di ricorso da parte del contribuente, costituiscono pure in pendenza di giudizio titolo esecutivo per Equitalia per la riscossione del 30% delle maggiori imposte contestate dall’Agenzia delle entrate.


Come per gli aumenti di pressione fiscale, messi a bilancio dello Stato dal governo Berlusconi nel settembre 2011, ma rinviati a partire dal 2012, così da farne ricadere su altre spalle la inevitabile “mera” attuazione, anche la misura degli accertamenti esecutivi è stata rinviata nella sua entrata in vigore sino all’1 ottobre 2011, così da renderne meno percepibile la riconduzione a coloro che l’avevano voluta e introdotta.
Il Governo Monti, preso atto della insostenibilità cui era stata portata la situazione, a causa della stratificazione del dannoso approccio ideologico del centrosinistra e del non meno dannoso doppiogiochismo politico del centrodestra, ha compiuto nel corso del 2012 un unico intervento in materia di riscossione delle imposte, finalizzato a rendere la riscossione meno feroce rispetto ai contribuenti, senza per questo renderla meno efficiente rispetto agli obiettivi di contrasto all’evasione fiscale.

Quattro, in estrema sintesi, sono le mitigazioni che il Governo Monti ha introdotto con il Decreto Legge numero 16 del 2 marzo 2012:
• una maggiore possibilità di accesso al beneficio della rateizzazione e in una minore possibilità che, causa il mancato pagamento di una o più rate, il contribuente possa decadere da questo beneficio;
• una elevazione della soglia minima di debito al di sotto della quale Equitalia non può procedere all’iscrizione di ipoteca sugli immobili, né tanto meno all’espropriazione degli stessi;
• un riequilibrio della norma che dispone il blocco dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni nei confronti di imprese e altri contribuenti che risultano debitori per oltre 10.000 euro iscritti a ruolo;
• una riduzione della percentuale di stipendio pignorabile da Equitalia per i debiti fino a 5.000 euro.


Il dettaglio di questi interventi è schematizzato nella Tabella che segue.

RATEIZZAZIONI DEI PAGAMENTI
Prima del Governo Monti Dopo il Governo Monti
Già prima, il contribuente in situazione di difficoltà finanziaria poteva ottenere una dilazione delle somme dovute fino a un massimo di 72 rate mensili di importo costante.
Per i debiti fino a 5.000 euro non era necessario che il contribuente fornisse alcuna prova attestante lo stato di difficoltà finanziaria (bastava la sola domanda di rateizzazione); per i debiti di importo superiore invece sì.
Il contribuente decadeva dal beneficio della rateizzazione se, alla scadenza, non pagava la prima rata, oppure due rate qualsiasi anche non consecutive.
Nonostante il beneficio della rateizzazione, Equitalia poteva comunque iscrivere ipoteca sugli immobili del contribuente (se l’entità del debito lo consentiva) e mantenerla fino al pagamento dell’ultima rata.
Con il DL semplificazioni è stato previsto che:
1. il piano di rateizzazione può essere modulato non solo a rata costante, ma anche a rata crescente, quindi con rate inizialmente più basse;
2. ove il contribuente provi un temporaneo peggioramento della sua situazione finanziaria, il piano di rateizzazione già in essere può essere ulteriormente rimodulato e dilazionato fino a 72 mesi;
3. il contribuente decade dal beneficio della rateizzazione solo se manca il pagamento di due rate consecutive;
4. una volta concesso il beneficio della rateizzazione, Equitalia non può iscrivere ipoteca sugli immobili fino a quando non si verifica l’eventuale decadenza dal beneficio, a causa del mancato pagamento di due rate consecutive.
Inoltre, con la Direttiva 7/2012, Equitalia ha elevato da 5.000 a 20.000 euro l’importo del debito fino a concorrenza del quale per ottenere la rateizzazione è sufficiente la mera presentazione della domanda, senza la necessaria produzione di elementi attestanti lo stato di difficoltà finanziaria.
ISCRIZIONI DI IPOTECHE ED ESPROPRIAZIONI IMMOBILIARI
Prima del Governo Monti Dopo il Governo Monti
Prima del DL semplificazioni, le ipoteche sugli immobili potevano essere iscritte in presenza di debiti superiori a 8.000 euro.
Solo nel caso in cui l’immobile su cui Equitalia intendeva iscrivere ipoteca era l’abitazione principale del contribuente, la soglia saliva a 20.000 euro e. comunque, a condizione che il debito fosse contestato dal contribuente (e fosse quindi pendente un ricorso avanti le commissioni tributarie).
Con il DL semplificazioni la soglia sotto la quale viene preclusa per Equitalia la possibilità di iscrivere ipoteca viene uniformata a 20.000 euro per tutti gli immobili.
Stesso limite viene introdotto per procedere all’espropriazione di un immobile, ai fini della sua vendita e del soddisfacimento del credito erariale con il ricavato.
Inoltre, viene previsto che, in caso di concessione del beneficio della rateizzazione, nessuna ipoteca possa essere iscritta fino a quando il contribuente eventualmente non decada da tale beneficio, per effetto del mancato pagamento di due rate consecutive.
BLOCCO DEI PAGAMENTI DA PARTE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Prima del Governo Monti Dopo il Governo Monti
Prima del DL semplificazioni, le imprese con importi iscritti a ruolo scaduti per oltre 10.000 euro vedevano bloccati i pagamenti nei loro confronti da parte delle pubbliche amministrazioni, per l’intero ammontare dei crediti medesimi, se di importo anch’essi superiore a 10.000 euro.
Nel caso, ad esempio, di un debito a ruolo pari a 12.000 euro e di un credito per forniture pari a 100.000 euro, l’intero pagamento di 100.000 euro risultava bloccato fino al pagamento del debito di 12.000 euro.
Con il DL semplificazioni, viene previsto che il blocco dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni sia limitato ad un importo corrispondente ai debiti a ruolo scaduti, fermo restando l’obbligo di pagamento delle eventuali eccedenze.
Nel caso, ad esempio, di un debito a ruolo pari a 12.000 euro e di un credito per forniture pari a 100.000 euro, l’eccedenza di 88.000 euro dovrà comunque essere pagata dalla pubblica amministrazione.
PIGNORAMENTO DEL QUINTO DELLO STIPENDIO
Prima del Governo Monti Dopo il Governo Monti
Prima del DL semplificazioni Equitalia poteva chiedere il pignoramento fino a un quinto dello stipendio per debiti di qualsiasi entità Con il DL semplificazioni, viene previsto che:
1. per i debiti fino a 2.500 euro, Equitalia possa chiedere il pignoramento dello stipendio nella misura massima di un decimo
2. per i debiti tra 2.500 e 5.000 euro, Equitalia possa chiedere il pignoramento dello stipendio nella misura massima di un settimo.
3. solo per i debiti oltre 5.000 euro, dunque, Equitalia può continuare a chiedere il pignoramento dello stipendio nella misura massima “ordinaria” di un quinto.

La riscossione deve assicurare efficacia nella lotta all’evasione fiscale, senza per questo cadere nella ferocia indifferenziata contro i contribuenti che si è determinata a seguito della stratificazione degli eccessi ideologici della sinistra e della spregiudicatezza politica di PDL e Lega Nord. In particolare, è necessario intervenire:


• per ridurre i costi della riscossione che oggi gravano in misura sproporzionata sul contribuente, tra aggi e interessi di varia natura;
• per distinguere tra i casi in cui la contestazione di omesso pagamento delle imposte sia riconducibili a situazioni di evasione totale, paratotale o comunque fraudolenta e i casi in cui invece sia riconducibile a situazioni diverse, mantenendo per i primi la logica dell’esecutività parziale dell’accertamento anche in pendenza di giudizio e ripensando invece per le seconde adeguate forme di tutela per il contribuente che dovesse ricorrere per far valere in giudizio per proprie ragioni.

Signor Rossi

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