Usi e consumi
8 Febbraio Feb 2013 1605 08 febbraio 2013

Cosa c’entra la birra con le elezioni?


“Prima si vota, poi si beve. Non come le altre volte”.

No, non è una battuta tratta dallo show di Crozza, ma la scritta che campeggia sui manifesti pubblicitari di Ceres. Sì, Ceres intesa come marca di birra. Perché l’azienda ha deciso di puntare, per la sua ultima campagna, proprio sulle elezioni del 24 e 25 febbraio. Il messaggio, chiaramente rivolto a un pubblico giovane, è chiaro: andate a votare e fatelo con raziocinio, perché, come recita lo slogan, “l’Italia ha bisogno di eroi”.


Una pubblicità che colpisce nel segno (e, infatti, siam qui a parlarne) per almeno 3 motivi:

1. si lega a un fatto di attualità, o meglio a “il” fatto di attualità intorno al quale ruota, ormai da settimane, gran parte del dibattito pubblico, e non solo;

2. esprime una presa di posizione rispetto a un ambito diverso da quello strettamente commerciale, in quanto invita esplicitamente a non astenersi. Un aspetto tanto più importante per un target, come quello giovane, che, dai sondaggi, mostra un’elevata propensione all’astensione;

3. l’affermazione “prima si vota, poi si beve. Non come le altre volte” comporta una chiara implicazione: in passato gli elettori si sono comportati come fossero ubriachi, con poca lucidità… Un riferimento, neppure tanto velato, all’ubriacatura del berlusconismo?


Certo, non è detto che l’invito al voto di Ceres si traduca in un reale incremento del numero di giovani che andranno ai seggi. Anzi, leggendo i commenti al video a supporto della campagna, postato anche sulla pagina Facebook dell’azienda, parrebbe il contrario. C’è chi (anche se pare incredibile) ha scritto che non sapeva neppure che si andasse a votare e chi si scatena con commenti del genere “i politici sono tutti ladri!”


Resta da capire come nasca il sodalizio tra la birra e la politica. Perché Ceres non è l’unica a cavalcare l’onda elettorale. Anche Bavaria, nell’ultima campagna, fa riferimento al voto imminente e propone giochi di parole, come “- tasse, + casse” oppure “dal magna magna al bevi bevi”.


Insomma, sono lontani i tempi in cui Arbore sentenziava: birra, e sai cosa bevi.

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