Mercato e Libertà
8 Febbraio Feb 2013 1508 08 febbraio 2013

Liberare l’Italia

Il 4 Febbraio è stato presentato a Roma il libro “Liberare l’Italia”, con le proposte dell’Istituto Bruno Leoni (IBL) per la prossima legislatura. Io ero presente come ascoltatore, ma sono autore di due capitoli, sulla spesa pubblica e il fisco. I relatori erano Brunetta per il PDL, Fassina per il PD, Simoni per Scelta Civica, e Saravalle per FARE, oltre a Stagnaro dell’IBL. Moderava Maggioni di RaiNews24.

Brunetta non si è presentato, ha avvisato all'ultimo momento della sua assenza, e non ha inviato un sostituto. Un partito che ha mal governato quasi quattro anni negli ultimi cinque ha forse difficoltà a trattare il tema delle riforme.

Saravalle di FARE ha fatto notare che le dismissioni sono rese difficili dal fatto che il debito è nazionale ma il patrimonio locale, e che la riforma della giustizia non è solo un problema di organizzazione amministrativa ma di procedura civile. Sono due critiche sensate: non sapendo nulla di giustizia, io mi ero posto il primo problema, e ritengo sufficiente tagliare i trasferimenti, come propongo nel mio capitolo.

Poi è toccato a Simoni della Lista Monti, che ha fatto notare che l’attivazione dello Scudo anti-spread proposta da IBL, per trovare il tempo di fare le riforme, produrrebbe panico. Anch’io ho dubbi sulla proposta, ma ritengo che il problema sia un altro: attivata la protezione, non ci sarebbero più incentivi a fare le riforme. Successivamente, forse non notando che era un convegno e non un comizio, ha parlato della società civile laico-cattolico-montiana unita per riformare l'Italia.

Infine è toccato a Fassina. Le sue tesi inizialmente mi hanno fatto pensare che fosse un omonimo, dicendosi d’accordo con dismissioni e liberalizzazioni, ma dubbioso sulla loro fattibilità e utilità: sembrava un liberista timoroso. Poi ha detto “qualcosa di sinistra” prendendosela con il “mercantilismo” europeo che danneggia i lavoratori: forse nel gergo del PD la parola “mercantilismo” ha un significato che ignoro. Ha infine detto che la spesa corrente è diminuita negli ultimi anni.

Alle domande mi sono alzato con un foglio Excel e una calcolatrice (preparati per Brunetta), e ho fatto notare che la spesa corrente è aumentata dal 2006 al 2011 a ritmi sostenuti, come anche la spesa corrente primaria: più del PIL e dell’inflazione. Fassina ha risposto che è diminuita quella per il personale e per le pensioni, ma in realtà i trasferimenti monetari sono aumentati più rapidamente del resto, e le pensioni ancora di più. Corretto invece il dato sul personale, su per giù costante da diversi anni.

L’assenza del PDL la capisco, perché sulle riforme non ha nulla da dire, avendo sempre preso la via peggiore per il paese, con debito, spesa, tasse e nessuna liberalizzazione; FARE si conferma un partito molto concreto, ma anche apparentemente tecnico e ‘freddo’; Simoni è andato fuori tema; Fassina ignorava i numeri della finanza pubblica, come se fossero un dettaglio secondario.

Temo che il convegno abbia fornito una rappresentazione fedele della politica italiana.

Pietro Monsurrò

@pietrom79

{Nota: da un paio di settimane sono ufficialmente tesserato FARE}

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