Storie di un fisco minore
9 Febbraio Feb 2013 1215 09 febbraio 2013

Bersani, dì qualcosa di destra e fai un condono Equitalia

Caro Pier Luigi Bersani,

se fosse vivo Giorgio Gaber, potremmo chiederlo a lui: il condono è di destra o di sinistra? Silvio Berlusconi, oltre a svariati milioni di posti di lavoro e al rimborso dell’Imu pagata promette condoni di tutti i tipi: fiscale, edilizio, previdenziale. Ma se a destra s’ode uno squillo, a sinistra tu rispondi: “Con noi mai più condoni”. Faccio una premessa: il mio lavoro è quello di dottore commercialista e più volte mi sono dichiarato contrario a sanatorie di qualsiasi genere. I condoni sono, quasi sempre, un premio agli evasori e a chi infrange la legge, una beffa per chi ha versato tutto quello che c’era da versare e si comporta rispettando le norme. Ecco, appunto, quasi sempre, non sempre. Non si può nascondere che c’è un problema Equitalia. In altra sede segnalo periodicamente le assurdità di un sistema che penalizza il signor Mario Rossi e anche Diego Armando Maradona. In molti casi ci si vede notificare le famose “cartelle pazze” con richieste di imposte che risalgono a vent’anni fa. Le cifre, spesso, sono tali da sconsigliare ricorsi e proteste. Meglio pagare. Gli articoli di legge su prescrizione e decadenza (senza indugiare sulle differenza) non si applicano in automatico, “si devono eccepire”, dicono gli avvocati. In altri termini: se ti rechi presso uno sportello Equitalia per chiedere l’annullamento di una cartella per tasse auto 1993 ti sentirai rispondere: le notifiche precedenti sono regolari, è tutto perfetto, deve pagare o in alternativa chiedere all’ente impositore. Questo ente prima era l’ufficio del registro presso l’Agenzia delle entrate (che a sua volta si chiamava diversamente ma lasciamo perdere), adesso le tasse di circolazione sono diventate tasse di possesso (auto) e a gestirle è la Regione Campania. Confesso che ho avuto difficoltà, in un caso del genere, anche ad individuare l’indirizzo a cui spedire il ricorso, perché il contribuente non ha voluto pagare. Sostiene che “quella notifica del 2004” non c’è mai stata. E come dargli torto? Nel 2004 avrebbero chiesto il pagamento di una tassa del 1993 per poi ribadire, nel gennaio 2013, che il debito c’è ancora. Cinque o dieci anni di prescrizione/decadenza, se si fa riferimento al 2004? Insomma, Pier Luigi, un casino, dai, come forse diresti tu. Te lo dico in una triplice veste: contribuente, iscritto al partito e commercialista. Il sistema della riscossione e i cittadini si devono riconciliare. Apri almeno a un “condono Equitalia”. Non sarebbe uno scandalo. Guarda, ti do anche il riferimento normativo: l’articolo 12 della legge n. 289 del 2002, la “rottamazione dei carichi di ruolo pregressi”. Pagando un quarto della somma inizialmente iscritta a ruolo, si “rottamava” la cartella. Il mio cliente, quello delle tasse 1993, pagherebbe circa 100 euro invece di 650. Più “vecchio” è il debito, più si risparmia. Un modo per seppellire questioni ormai jurassiche, dal punto di vista fiscale. Come sai, caro Bersani, ci sono famiglie indebitate fino al collo, se ci si mette pure Equitalia con le ipoteche e quant’altro, siamo rovinati. E se pure fosse presente la buonanima di Gaber, a dire che il condono non fa parte della nostra cultura, replicherei: “Bersani, dì qualcosa di destra, fai il condono Equitalia”.
Giuseppe Pedersoli


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