Fermi con le mani
9 Febbraio Feb 2013 2339 09 febbraio 2013

Il sadismo dei programmi sportivi

Lazio - Napoli è appena terminata e, come da rito, la tv manda l'immancabile pubblicità, per poi tornare in onda con il post partita, le interviste, i commenti e tutte quelle chiacchiere inutili che, in Italia, si vendono più del pane.

Di solito ti aspetti l'intervista all'allenatore, al Presidente, al massimo a qualche giocatore di personalità. Invece, l'inviato che fa? Colpo di scena ed intervista Insigne, astro nascente del calcio italiano ed autore di una sontuosa prestazione.

Un bravo ragazzo, tranquillo nella vita privata (si è appena sposato) e delizioso nello smistare assit partendo largo da sinistra. Ma davanti al microfono..ahi..e no..qui non ci siamo! "Si gioco bene grazie alla "scquadra", dove ci sono campioni come Hamsik' (con pronuncia non esattamente slovacca) Edinsòn e per il mio utilizzo deciderà o' mister'" ed altre banalità varie, condite da sguardi perplessi alle domande dell'intervistatore.

Ora, capisco che se il metro di giudizio delle televisioni sportive sia l'intramontabile Massimo Mauro, anche l'intervista ad Insigne svolge un ruolo imprescindibile nel diritto di cronaca sportiva; ma in realtà credo che ci sia un vero e proprio sadismo da parte di inviati e giornalisti, sia nei confronti dei calciatori, il più delle volte spaesati ed atterriti dalle domande che, vai a vedere, alla fine sono sempre le stesse, sia nei confronti di noi telespettatori, per di più paganti per un servizio che è un insulto alle nostre, ormai ridotte, capacità intellettive.

Con la speranza di vedere sempre più goal e meno interviste di Insigne

p.s. c'è un epilogo in realtà: dopo Insigne, l'inviato ha avuto il coraggio di fare una bella intervista a Lotito, ma li anche per me è stato troppo, non ho resistito ed ho spento la televisione.

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