Gianluca Melillo
ItaliAmo
11 Febbraio Feb 2013 1049 11 febbraio 2013

Storace ed il fascismo, una storia d'amore sempre viva ed attuale

Storace ed il fascismo, una storia d'amore sempre viva ed attuale.

E' quanto, con l'inutile soddisfazione di una Cassandra che urlava "lo dicevamo noi", che ancora una volta le nostre certezze sul leader de "La Destra", e candidato (di nuovo!) Presidente della Regione Lazio, vengono confermate. Storace era, è, e sempre sarà, un fascista. E non vuol suonare come un'offesa (a prescindere delle mie arcinote idee) ma solo come una constatazione.

Infatti sta facendo velocemente il giro del web la foto della bandiera con la Croce Celtica che è comparsa domenica mattina su un banchetto di un gazebo elettorale della Destra nel centro di Frascati, cittadina dei Castelli Romani. Ma il punto non è solo il fatto che il partito di Storace mostri con orgoglio la celtica, che è un simbolo vietato in Italia (dalla Legge Mancino del 1993 che sanziona l'utilizzo di vessilli di organizzazioni e movimenti che istigano all'odio razziale), quanto che il boss di questo movimento non si sia sentito in dovere nemmeno di prendere una posizione di biasimo rispetto i suoi sostenitori.

Per cui, come mi hanno insegnato, se non prendi posizione su (o contro in questo caso) qualcosa, vuol dire che o la ritieni poco importante o la condividi. Quale delle due secondo voi? Io un'idea l'avrei. Ma non è importante, ciò che davvero conta è che in entrambi i casi, in un Paese civile, dovrebbe essere impedito a persone che siano irrispettose sia della legge che dei valori su cui si fonda la nostra Repubblica partecipare alle competizioni elettorali.

E questo vale per Storace (candidato presidente del centrodestra alle regionali del Lazio), come per gli altri candidati dichiaratamente fascisti, come quello di Casapound o di Forza Nuova. Movimenti questi che, se fosse fatta rispettare la legge in Italia, dovrebbero esser sciolti. Poichè sono palesemente illegali.

Ma il vero dramma non è tanto che Storace sia fascista, ma che il centrodestra lo esprima come candidato di tutta la coalizione. Personalmente non credo che l'antifascismo e la libertà siano valori solo di sinistra, sono anzi convinto siano patrimonio di ogni cittadino, al di la di chi, o cosa, voti.

Purtroppo però per poche migliaia di voti (nostalgici e negazionisti) in più, e anche contro i principi dei propri elettori, chi governa il centrodestra stringerebbe patti con chiunque, Diavolo compreso. Perchè l'eccesso di potere è una febbre che logora e consuma le sue vittime. E nessuno è più malato, ebbro e folle ormai di potere, di Silvio Berlusconi.

D'altronde cosa aspettarsi da uno che durante il Giorno della Memoria ha detto che "Mussolini ha fatto buone cose". E anche rispetto tutte la ciance, le false promesse, e le blandizie con cui tenta di corrompere gli italiani, ricordiamo che un Paese senza memoria non ha futuro. Perchè l'antifascismo è attuale oggi come non mai, perchè significa libertà, democrazia e tollerenza. Principi senza i quali nessuna proposta economica, politica o sociale ha, de facto, alcun senso.

Povera Italia, se dovesse vincere il caimano.

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