Tramonti sul nord est
12 Febbraio Feb 2013 0807 12 febbraio 2013

Albino Mazzaro & Luciano Franceschi

Allora ieri oltre alla neve che sarebbe bellissima da vedere da dentro una baita sopra i 2000 mt, con caminetto accesso e un buon rhum in mano mentre in città è solo elemento di disagio …

Allora ieri oltre al Papa che ha preso un’umana santa decisione facendoci sentire tutti un po’ fallibili e bisognosi di ammettere le nostre debolezze e i nostri limiti…

Allora ieri oltre a tutti i politicanti italioti che fanno a gara a chi rompe di più le balle e ai loro fans hooligans che nei social si stan comportando come adolescenti schierati pro Gigi d’Alessio e pro Tiziano Ferro …

Ieri qui la foto del tramonto sul nord est l’hanno scattata due uomini: Albino Mazzaro e Luciano Franceschi
Sconosciuti tra di loro e molto probabilmente sconosciuti ai più impegnati a parlare di una delle tre cose dell’allora ieri.

In comune però Albino e Luciano hanno molte cose.
Lungi da me il giudizio sulle scelte degli esseri umani, ma in questi due uomini io c’ho trovato molto Veneto, moltissimo Veneto, da averne quasi paura e nello stesso tempo assaporandone quel gusto di rivolta, di ribellione, un gusto che stanotte pensandoci non ho ancora capito se sia dolce o amaro.

Io penso che ad accomunare Albino e Luciano non sia solo l’essere padovani, son straconvinta che potevano essere di una delle sette province senza nessun problema … forse Belluno no ma in linea di massima rappresentano realtà comuni a tutta la Serenissima.

Il primo per x motivi di fronte al fallimento della sua azienda si è tolto la vita. Il secondo, individuato uno dei possibili colpevoli del vicino fallimento, ha pensato di andare prima a tirare giù le spese il direttore della sua banca, togliendosi la vita in un altro modo.
Due morti.
Uno morto morto e uno morto vivo.

Della prima specie lo scorso anno ne abbiamo visti e letti tanti, forse troppi o forse troppo pochi per aver capito l’esempio e imparato l’insegnamento che anche se ti metti una corda al collo le rogne le lasci a chi resta, a quelli che definivi i tuoi cari.
Dei secondi ,secondo me, con ieri si è aperta la nuova voragine. I giustizieri. Nel bene e nel male imprenditori che si sostituiscono alle leggi degli uomini e a quelle di dio e che, individuato il nemico va a farsi giustizia. Come in un film.

Sono due modi di azzerare i conti di bilanci aziendali: uno con una corda e uno con una pistola.

Del primo non voglio dire niente. Mi si riaprirebbe una ferita che sanguina ancora e che stenta a diventare cicatrice. Che la terra gli sia lieve e che sia l’ultimo della fila e abbia ben chiuso a doppia mandata la porta.
Del secondo …. Bhè scagli il primo sassolino chi, puro e santo, non ha pensato di vendicarsi per una piccola o grande cosa.
E allora la somma dei torti subiti, quello che nell’animo umano si pensa dovuto, quello che servirebbe per tirare avanti un’impresa in questi tempi viene a mancare o peggio, viene negato non resta che la vendetta.

Non tiriamo in mezzo la storia e il mito ribelle del Serenissimo che giocava coi carri armati in piazza San Marco. Qui tutti e dico tutti, il prete in chiesa forse no, hanno lo spirito di secessione.
E girano tante armi in Veneto. Tante.
Il Serenissimo Franceschi si è scagliato contro il potere.
Almeno contro quello che per lui, per la sua azienda, per il suo piccolo supermercato rappresenta il potere: la banca.
Quel marcio sistema che rappresenta una buona parte di questa maledetta crisi.
Prima se la sono presa con Equitalia, con la Gdf con tutti quelli che rappresentavano il potere in divisa. Adesso il bersaglio è cambiato.
O forse, mi permetto di scriverlo, l’hanno meglio individuato.
Mi dispiace pensarlo ma ne sentiremo altri che si scagliano contro questo potere. Non risolvono niente. Non ottengono niente.

Ma riportano un po’ di umanità dentro l’Istituzione banca.

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