Poche idee, ma ben confuse
12 Febbraio Feb 2013 1746 12 febbraio 2013

È l'ora di Francesco I?

È il mio primo post qui su Linkiesta e comincio male rubando interamente le parole a Giovanni Colombo che, nel febbraio del 2012, scriveva una lettera profetica per la Rivista Il Margine. Le sue parole mi riecheggiano prepotenti da ieri. Da quando Benedetto XVI si è dimesso ed ha lasciato spazio alla speranza di molti fedeli cattolici che da tempo aspettano Francesco I.

Dopo tanta preghiera del Papa e, modestamente, anche di noi laici, si può star sicuri che arriverà. Sarà lui il volto migliore. Non conosciamo ancora il colore, se bianco o nero (per il giallo stanno lavorando in tanti, c'è un proliferare di viaggi di ecclesiastici in Cina, ma la questione pechinese ha tempi troppo lunghi perché si risolva prima dell' avvento desiderato). Però conosciamo già il nome. Si chiamerà Francesco. Sarà Francesco I. Il giorno dopo l' elezione, affiderà all' Unesco, quali siti artistici e turistici, i Palazzi Vaticani, metterà in vendita Castelgandolfo, chiuderà lo Ior affidando i soldi alla Banca popolare etica. Abiterà per lunghi mesi a Assisi e scenderà a Roma - in treno - per celebrare i riti principali nella "vera" cattedrale del vescovo di Roma, quella di San Giovanni in Laterano. Molte cerimonie le farà all' aperto, sul Monte Subasio o su culmini di colline dove non s' innalza alcun tempio. Inviterà a sedersi rispettosamente sull' erba. A prendersi le mani tra sconosciuti per storie personali ma ben noti per comune origine. Ad adorare in spirito e verità. Ridurrà la struttura istituzionale al minimo, con una drastica diminuzione del terziario ecclesiastico (il Concilio Vaticano II voleva snellire la Corte papale ma da allora l' Annuario pontifico ha triplicato le sue pagine). Toglierà il celibato obbligatorio: più piacere, meno ipocrisie. Ordinerà le donne, ma le donne lo vorranno? Non è per nulla scontata la loro disponibilità, dovrà riconquistarle. Darà le dimissioni a 80 anni. Abolirà definitivamente i cardinales. D' ora in poi i grandi elettori del Papa saranno i rappresentanti delle conferenze episcopali. Scriverà un' unica enciclica dal titolo:In nuditate, Domine. In essa chiederà perdono di tutte le volte che il cattolicesimo è stato potere persecutorio su coscienze coartate, finzione autoritaria e violenta della verità, pretesa di non errare smentita incessantemente dai fatti. Nel testo elencherà i dogmi, le norme morali e i canoni del Codice di diritto canonico da gettare nel biondo Tevere. Tolto il fasullo, tolto l'inutile, Gesù di Nazareth tornerà ad affascinare. Sarà di nuovo possibile incontrarlo e seguirlo. Nudus nudum Christum sequi, Seguire nudi il Cristo nudo.

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