Città invisibili
13 Febbraio Feb 2013 0620 13 febbraio 2013

Renzo Piano sbanca Parigi, con “l’Armadillo”

A Parigi Les Italiens fanno scuola. In molti settori. Certamente in quello dell’Architettura. Dopo il Centre Pompidou di Renzo Piano e la Gare d’Orsay di Gae Aulenti, il Dipartimento delle arti islamiche, al Louvre, di Mario Bellini. Ai quali si è aggiunto, da qualche giorno, a Saint Denis, la nuova sede degli Archives de France, di Massimiliano Fuksas.Un gigantesco parallelepipedo caratterizzato morfologicamente dalla presenza di losanghe. “Una figura geometrica in cerca di una direzione” come afferma l’architetto romano. Ma, intanto, mentre gli studiosi possono utilizzare i preziosi materiali conservati lungo i 320 chilometri di scaffali presenti nella nuova struttura, dalla parte opposta di Parigi Renzo Piano vede realizzarsi la sua nuova creatura. Pressi di Place d’Italie. Il cantiere “dell’Armadillo” procede a ritmi serrati. Per rispettare il termine previsto, la fine del 2013. La Fondation Jérome Seydoux-Pathé il committente di un’operazione a tutto tondo. In linea con quanto è in atto da tempo nelle maggiori capitali europee. Arricchire la propria offerta culturale, con edifici belli e funzionali, posti in luoghi di particolare significato. Prestando naturalmente l’attenzione dovuta al riutilizzo delle strutture esistenti. Come Piano ha realizzato ad esempio per la Morgan Library di New York. Il progetto dell’architetto genovese racchiude nel migliore dei modi tutto questo. Aggiungendo, come sempre, un disegno che fa grande architettura. Quasi con naturale semplicità. Il progetto comprenderà un museo della Pathé, archivi e uffici. Con un giardino intorno. Per un costo complessivo di 12 milioni di euro.
Il punto di partenza è un vecchio Cinema, ricavato nel 1906 da una vecchia sala teatrale. Il mantenimento della facciata storica sulla quale campeggiano due figure allegoriche, opera di Auguste Rodin. Un uomo che allude al Dramma e una donna che evoca la Commedia. Le dimensioni come non mai quasi un particolare trascurabile. 36 metri di lunghezza, 14 di larghezza, con un’altezza di 26. Per una superficie complessiva di 2 mila metri quadrati. A fare la differenza è l’involucro. La morfologia. Più che nella consuetudine. La struttura ovoidale con pareti in calcestruzzo e cupola trasparente in vetro di 300 metri quadrati. Esternamente l’edificio sarà ricoperto da lamelle in alluminio traforato. Come una specie di scaglie di pesce. Ma la forma in realtà rimanda ad un'altra famiglia animale. A quella dei mammiferi xenartri. Volgarmente agli Armadilli. Per quello Piano l’ha chiamato Armadillo.
L’Architettura, fin dall’antichità, è anche questo. Osservazione della natura e sua trasposizione. Attraverso una rilettura diacronica. Ma questo riesce soltanto ai Maestri. Non è roba da semplici archistar. Mentre a Roma le sale chiudono in massa, con l’unica prospettiva di essere riutilizzate a fini meramente commerciali, a Parigi accade più raramente. E diventano l’occasione per grandi progetti di rigenerazione urbana.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook