Rodolfo Toè
Iota
14 Febbraio Feb 2013 0955 14 febbraio 2013

La Slovenia è agli sgoccioli

Si aggrava sempre di più la situazione in Slovenia. Il Governo è appeso a un filo. Nel frattempo, nuovi downgrade sottolineano la gravità della crisi economica: il Paese è sempre a rischio bailout.

"Il Governo", scriveva qualche settimana fa il quotidiano Delo con un'espressione che è stata ripresa immediatamente da tutti per la sua efficacia, "è clinicamente morto". Dopo le accuse di corruzione rivolte al Premier Janez Janša, la coalizione di maggioranza ha cominciato a perdere pezzi: la lista civica (DL) e il Partito Democratico dei Pensionati di Slovenia (DEsus) hanno abbandonato il Governo. Ad essi si è aggiunto ieri il terzo partito 'fuggiasco': il Partito Popolare Sloveno (SLS).

Janša non può più contare sulla maggioranza all'assemblea nazionale. Quello che tiene a galla l'esecutivo, per il momento, è unicamente l'istituto della sfiducia costruttiva previsto dalla Costituzione proprio per evitare i vuoti di potere: un voto di sfiducia è possibile solo nominando contestualmente un nuovo Primo Ministro.

Ma un sostituto, almeno per il momento, non si trova. E il Governo continua ad arrancare. Per molti analisti è ormai certo il ricorso alle elezioni anticipate. Sarebbero le seconde in poco più di un anno e l'instabilità politica di certo non aiuta il Paese, chiamato a fare i conti con il momento più difficile dalla propria indipendenza.

Proprio martedì, l'agenzia di rating Standard & Poor's ha deciso il downgrade di un punto del credito sovrano Sloveno, portandolo da A ad A-. Sulla decisione hanno pesato, secondo l'agenzia, "la possibilità concreta di un incremento del debito pubblico", determinato dal supporto del governo alle banche pubbliche pesantemente indebitate e alle incertezze che continuano a permanere sulle prospettive di crescita. "Osserviamo anche l'aumento dei rischi che le politiche necessarie a risolvere la crisi non vengano implementate", ha comunicato altresì Standard & Poor's.

Il rating di S&P's è ora in linea con quello di Fitch, che ha attribuito al Paese il giudizio A-, con outlook negativo. Per Moody's, invece, il giudizio rimane fermo a 'Baa2', di qualità medio-bassa, con outlook negativo. Le agenzie di rating hanno ripetutamente ingiunto a Ljubljana di accelerare le riforme del lavoro, delle pensioni e del sistema bancario, per migliorare il giudizio sul proprio credito. Purtroppo, la fragilità della coalizione guidata dal Premier Janez Janša non sembra essere capace di garantire le riforme richieste.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook