IL blog di Malih
14 Febbraio Feb 2013 0958 14 febbraio 2013

Quel pescivendolo di nome Findus

Ho faticato non poco ieri a spiegare al mio amico Kamal che non c’è nulla di cui preoccuparsi. Ma lui quando si tratta di cibo è oltremodo pignolo. Va capito, è musulmano praticante; sin troppo. Ha sviluppato un olfatto per lo strutto da poter competere con il più addestrato dei segugi. Inoltre è in grado di avvertire, sempre con l’ausilio del solo naso, fra mille altri ingredienti, la presenza anche di singole molecole di alcool presenti in qualsiasi confezione di cibo per umani. A forza di evitare tutti gli alimenti con tracce di alcool o di strutto, praticamente si sta riducendo alla fame.
Ora, dopo aver appreso dai gionali della truffa alimentare dove spacciano per manzo la carne di cavallo è diventato ancora più paranoico. Ma la cosa di cui proprio non riesce a capacitarsi è che in questa truffa sia coinvolto anche il suo pescivendolo di fiducia: Capitan Findus. Che era l’unico a ispirargli fiducia complice la candida barba, il viso rubicondo e gioviale e l’intera figura bonariamente autorevole e quindi rassicurante. Con Findus si poteva andare sul sicuro: niente alcol e niente struzzo, solo pesce.
Dopo questa cocente delusione del fido Findus – l’immagine di abile pescivendolo era solo una coperura per più loschi traffici in lasagne – il mio amico sta meditando seriamente di imporsi un rigido regime dietetico che prevede, per non rischiare di andare contro i precetti alimentari della sua fede, solo frugali porzioni di cous cous.
Non voglio star qui a fare il Dukan della situazione, ma occhio e croce a me non sembra per niente una dieta equilibrata.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook