Alessandra di Canossa
Doppio (s)malto
14 Febbraio Feb 2013 1608 14 febbraio 2013

Sanremo 2013: ma c’era proprio bisogno della scollatura della Littizzetto?

La Mole Antonelliana contro la Torre Eiffel. La Bagna Cauda contro la baguette. I vestiti pieni di strass e glitter Clerici-style contro un sobrio tailleur pantalone banker-style. Luciana Littizzetto contro Carla Bruni.

Tutti pensano che nella frizzante e quanto mai travolgente serata sanremese di ieri la battaglia si sia compiuta tra la simpatia della Littizzetto, un po’ verace e dalla battuta (quasi) sempre pronta e lo chic gauche caviar di Carla Bruni.

Il simbolo dell’italianità di Luciana, anche se ogni volta che la vedo mi aspetto che esca fuori dalle quinte dell’Ariston con un carrello della spesa tra le mani al grido “La Coop sei tu” , contro il simbolo dei cliché francesi di Carlà, che si presenta con un tailleur pantalone talmente sobrio da essere scambiata per una bancaria in pausa pranzo!

Ebbene, anche voi pensate che la lotta sia stata tra loro due? Sbagliato!

Verso le undici, dopo più di due ore di trasmissione, mentre il pubblico si stava per assopire – chi sulle poltrone dell’Ariston, chi sul divano di casa propria – quella volpe di Fazio ha deciso di risollevare gli spiriti (e le palpebre) sfoderando le vere caratteristiche della Littizzetto. È successo sia ieri che durante la prima serata: dopo un paio di vestiti un po’ monacali, anche la Littizzetto sfodera le sue armi segrete, trasformandosi in versione sexy.

La vera battaglia, quindi, si è consumata al terzo cambio di abito. Il vero confronto, la Littizzetto, non voleva averlo con le corde vocali della Bruni, ma con il décolleté della Refaeli.

Lucianina, tu quoque?

Scontro impari in entrambi i casi… ma mentre per la voce c’è poco da fare, per il décolleté… per fortuna che hanno inventato il wonderbra! 

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