In a sentimental mood
16 Febbraio Feb 2013 1209 16 febbraio 2013

Il giorno delle elezioni c'è Gold Panda a Roma

C’è una sola ragione per cui scrivo questo post che, avendo un poco conosciuto il tono dei commentatori de Linkiesta, mi aprirà a critiche e accuse di qualunquismo, ed è quella che volevo sperimentare sulla mia pelle il nuovo layout de Linkiesta. Passerò in rassegna i vari scenari di voto, e poi sceglierò se e cosa votare (ammesso e non concesso che riesca a fare in tempo perché sabato andrò a vedere sicuramente Gold Panda a Roma, che suggerisco vivamente di ascoltare ai lettori de Linkiesta meno avezzi all’elettronica: ecco, piccolo avviso per i commentatori, eventualmente scegliete di commentare quanto Gold Panda sia insignificante in confronto ai Depeche Mode).
Ma andiamo con ordine. Voglio iniziare dalla fine.
PDL/LEGA: Non esiste una sola ragione al mondo (neanche mi mettessero 10.000 nel taschino della giacca, e sappiate che mi farebbero davvero comodo anche 1.000 euro in questo periodo) perché io torni in fretta e furia al mio seggio di riferimento da Roma per mettere una croce a questi simboli celtici e ignoti. Non faccio parte di quelli che si scandalizzano per le battute di Berlusconi perché non mi sorprende, quello che mi ha sempre sorpreso è il suo successo tra gli italiani, ma neanche quello mi scandalizza, in fondo è una questione di lotta di classe: certe categorie votano questi due partiti per difendere i propri interessi, e se ne fottono di difendere gli interessi anche degli ‘’altri’’. E’ come quando andava in voga l’imperialismo. E sono idee che non mi sono mai interessate: maschio / bianco / ricco Vs altri.
(Piccola parentesi: la sinistra dovrebbe essere quella cosa moderna, oggi come oggi, che garantisce che anche al maschio / bianco / ricco interessi dare opportunità agli altri: ovvero dovrebbe essere quel partito che la smette di fare lotte di classe, ma questa è un’altra storia)
Tutto questo peggiora quando a capo di questa ‘’coalizione’’ (ma c’è davvero?!) si mette un clown convinto di essere padrone d’Italia, quindi un monopolista. Che non cambierà mai niente.
FERMARE IL DECLINO: Mi attizza l’idea di far diventare l’Italia un paese che fa le liberalizzazioni, ci provò anni fa Bersani e fu un grande caos. Magari un paese senza corporazioni e interessi congiunti. Con un hipster a comando di tutto. Ma conosciamo tutti benissimo la piccola leggenda del voto inutile. La p.l.d.v.i. è nata insieme al Partito Democratico: non so se per merito di Berlusconi o Veltroni, probabile fosse un accordo a tavolino: ad ogni modo è quella che alimenta la paura dell’italiano medio di non essere rappresentato al governo. Di restare fuori, come un drogato non ammesso in società: ahi, che scandalo! Devo dire una cosa a questo proposito: il manifesto del Pd che recita L’Italia giusta è uno dei peggiori slogan concepiti da quelli che dovrebbero essere le menti migliori del copywriting politico: voglio dire, io sarò sempre dalla parte degli esclusi, la sinistra dovrebbe pensarci a questi ‘’sbagliati’’, a questi esclusi, non stiamo mica parlando di Di Pietro e Ingroia che usano la parola giusta come acquafioriai. Tanta stima per chi voterà Giannino, è un voto di cuore e pure un poco esclusivo, è pure una specie di rinnovamento, nuove facce (madonna mia quanto ne avremmo bisogno, di gente che conosce pure Gold Panda intendo), però qui si rischia di essere governati da una fantomatica alleanza che va da Vendola a Casini!
SCELTA CIVICA: Non so perché, veramente non lo so, ma mi sa di Democrazia Cristiana. E questo già basterebbe. Tanti elogi di Casini a Ratzinger per le dimissioni da papa e lui non riesce mai a togliersi di mezzo con dignità. Se volete votare a destra, almeno fate fuori Berlusconi e mettetevi con questa lista, ci risparmieremmo pure la bega del voto inutile, e saremmo tutti più liberi (che tanto un elettore che vota il Pd in generale non è mica vero che vuol votarlo necessariamente, togliete B e vedrete la verità). Il fatto è che Mario Monti si è alleato con altri interessi di corporazione in Italia, e che sono quelli della Chiesa cattolica. Sì, io sono accecata di anticlericalismo quindi non mi prenderei sul serio a questo riguardo, però se ci sono stati tanti freni in Italia fino a questo momento (e non mi riferisco solo e necessariamente ai temi etici) è anche merito della mano de Dios. Come posso sostenere una persona che non è riuscita a imporre l’Imu alla Chiesa, e l’ha imposta al mio vicino di casa? Come posso sostenere una persona che rinnega – tra l’altro – quello che ha fatto e dice che bisogna abbassare le tasse? Io temo che bisogni star veramente lontani dalla politica in questo paese: c’è la schizofrenia tra le controindicazioni.
M5S: Sinceramente salterei la questione, perché sto già parlando troppo a vanvera. Ho paura di scrivere di Grillo, perché potrebbero scoprire dove abito e lanciarmi le uova. Macchedico, le lucertole nei capelli. Sono tanti, troppi, e io sono una sola, e non ho neanche in tasca quei 10.000 euro della croce al Pdl. Tanti cazzi, non parlerò neanche di Rivoluzione Civile. Perché è giunto il momento interessante, tatadam.
PD: Se avessero scritto Il Bel Paese al posto dell’Italia giusta almeno avrei potuto confonderli con un formaggio, e forse avrebbero avuto più effetto. Non è per sfiducia eh, ma non ci si può mica fidare così (alla cieca!) di un partito che non ha mai fatto nulla di quello che ha promesso di fare, e che promette da anni di fare le cose che poi non farà. Sentire ancora Bersani che parla di conflitto di interessi mi provoca la stessa eccitazione sessuale di un prete albino ottantenne nudo. Figuriamoci se poi paventa le sante alleanze. Cioè, ci hai preso favolosamente per il culo ancora una volta?
C’è una sola cosa da fare in questa faccenda intricata: votare Sel. Il Pd ci vuole fregare spostando tutto verso il centro, le Chiese, e un po’ di destra mista all’arrabbiata? E io ti riporto a sinistra. Io, personalmente, il cui voto utile sarà un inutilissimo voto ugualmente, perché tanto farete tutto di testa vostra comunque. Detto questo, non farò i salti mortali per tornare da Roma verso il mio seggio di riferimento, perché c’è sempre stata una parte di me che ha avuto intenzione di boicottare le elezioni non andando a votare. Del resto trovo veramente poco comprensibile dover scegliere da vent’anni le stesse cose: non è che se vi mettono a tavola soltanto lenticchie e insalata voi dovete ingurgitarle per forza. Però Nichi Vendola in questa bella faccenda di valzer ed alleanze, è stato preso per il culo come noi, e questo mi dispiace. La mia idea di sinistra, dicevo, è stare dalla parte dei deboli (anche), non con i ‘’giusti’’ barbari.
Ma tutto questo pezzo è solo un pretesto per farvi ascoltare Gold Panda e invitarvi a scegliere lui: poi dopo, se riuscite pure a votare, bene. Sennò insomma, non vi siete persi niente.

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