Massimo Famularo
Apologia di Socrate
16 Febbraio Feb 2013 1433 16 febbraio 2013

Le proposte di Grillo rischiano di avvantaggiare i disonesti

In campagna elettorale le promesse da marinaio si sprecano e su questo non c'è molto da dire. L'elettore di medie capacità intellettive dovrebbe pesare ogni programma per la credibilità di chi lo propone:

  • meno di zero per Lega e quelle altre cose di destra (incluse quelle col nome nuovo tipo fratelli d'Italia),
  • zero o poco più per il centro sinistra (che in campagna dice cose di sinistra e poi al governo "scopre" che sono irrealizzabili),
  • maggiore di zero per tutti gli altri Monti incluso.

Soffermiamoci dunque su due proposte di Grillo concedendo che siano fatte in buona fede:

  • il reddito di cittadinanza
  • impignorabilità della prima casa

A prima vista possono sembrare iniziative ragionevoli in favore dei più deboli, a ben guardare però ci accorgiamo che si tratta di buone intenzioni di quella particolare categoria che lastrica la via per l'inferno.

Intanto reddito di cittadinanza detto così vuol dire poco. Non si specifica chi dovrebbe percepirlo (tutti? Quelli che guadagnano meno di x?) e come si intende finanziarlo. Supponiamo, usando il buon senso, che il reddito sia erogato ai più poveri e finanziato tassando i più ricchi.Può funzionare?

Ci sono almeno 3 problemi,1 di carattere generale e 2 specifici del nostro paese.

In sintesi:

  1. sussidiare i più poveri riduce la loro convenienza a lavorare
  2. in Italia evasione e sistema fiscale bizantino rendono difficile capire le reali condizioni economiche dei cittadini
  3. in Italia la tassazione è già molto elevata,iniqua e lo stato nell'erogare i sussidi trattiene elevate commissioni di intermediazione.

Proviamo a fare un esempio sul punto 1. Se guadagno 1200€ per fare un lavoro duro che non mi piace e posso ricevere 7-800€ dallo stato senza lavorare cosa mi conviene? Aggiungete che se lavoro in nero o evado potrei cumulare al sussidio il mio reddito non ufficiale.

Sul versante del finanziamento pensate a un lavoratore dipendente che deve far fronte a un mutuo: al netto potrebbe essere più povero di chi riceve il sussidio, mette al lordo potrebbe essere considerato abbastanza ricco da venire tassato per finanziarlo. Insomma, sarà pure un lodevole intenzione, ma non sta in piedi.

Anche l'impignorabilità avrebbe degli effetti collaterali sgradevoli al punto da vanificare il beneficio che si voleva ottenere in partenza. Le garanzie offerte da chi chiede un prestito servono a mitigare il rischio per chi concede il finanziamento. Il minor rischio si traduce in tassi d'interesse più bassi per i debitori e influenza anche l'entita dell'importo erogato.

Un presupposto fondamentale per ottenere un finanziamento per l'acquisto della prima casa,ad esempio,è la concessione di un'ipoteca sull'immobile. L'impignorabilità renderebbe inefficace questa garanzia riducendo drasticamente l'importo ottenibile (ai livelli del credito al consumo per intenderci) e facendo lievitare i tassi d'interesse richiesti.

In primo luogo, dunque, l'impignorabilità impedirebbe alla maggioranza delle persone di ottenere l'importo necessario all'acquisto della prima casa e, in generale farebbe alzare il costo di tutti i finanziamenti. In secondo luogo fornirebbe uno strumento formidabile a chi non vuole rimborsare i propri debiti, basta impiegarli nella prima casa propria o di qualche prestanome.

Dunque il movimento 5 stelle, così interessato alla legalità e alla trasparenza, propone una misura che avvantaggerebbe probabilmente i disonesti.

Molti provvedimenti acchiappa-voti in apparenza interessanti nascondono controindicazioni significative rilevabili se solo investiamo qualche minuto a ragionarci su. Non basta allora diffidare di chi ha perso la credibilità, occorre anche fare le pulci a chi si presenta come il nuovo per capire se quanto propone è concretamente realizzabile e a quale prezzo.

@massimofamularo

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