Simone Paoli
Actarus
16 Febbraio Feb 2013 0929 16 febbraio 2013

Quelle canzoni di Sanremo che restano dentro di noi

Il tanto bistrattato e sempre seguito Festival di Sanremo quest’anno ha, come capita spesso nelle ultime edizioni, fatto parlare molto di sé perla parte televisiva più che per la parte musicale. Eppure io credo che in fondo il suo successo sia sempre nella musica. Semplice, nazionalpopolare, anche banale, quasi sempre cuore-amore, ma sinceramente chi se ne importa. Se uno vuole musica impegnata va all’opera, se vuole hard-rock-metal-punk sa che deve evitare Sanremo come la peste e via discorrendo.

Quindi ogni anno si ripropone la battaglia ideologica tra chi considera il Festival una sorta di fenomeno di massa per ritardati, e chi lo snobba con disgusto più o meno malcelato. Ora, sul perché di questa divisione ci sono fior di articoli, teorie sociologiche e discussioni che non intendo ripetere.

Voglio solo dire che io sto nella massa. E il motivo è molto semplice. Fin da piccolo, come credo nel 99% delle case italiane, la musica accompagna lo svolgersi della giornata, tra radio, dischi in vinile prima e lettori MP3 oggi, walkman ieri ed Ipod ed affini oggi. Ognuno col tempo si crea una sua personale colonna sonora, fatta di gusti personali più o meno sofisticati, che si aggiorna nel tempo. Certe canzoni, per un motivo o per l’altro, ti restano dentro, si depositano da qualche parte nella memoria, e quando le riascolti per caso o per scelta fanno affiorare ricordi, sensazioni, gioie e malinconie.

Sanremo in fondo è questo per me, il trampolino di lancio di canzoni e cantanti che entrano nella colonna sonora di tutti. Canzoni belle o brutte a seconda dei gusti, che ti accompagnano in macchina al lavoro o ti svegliano quando fai la doccia, senza la pretesa di fare la storia della musica, ma solo di dare allegria per qualche minuto. I primi ricordi di queste canzoni sono legate a mia madre, che ascoltava sempre i dischi in vinile delle canzoni appena uscite, alle prime cassette comprate al mercato e ascoltate decine di volte con il walkman o con gli ingombrantissimi stereo della mia gioventù. Ai primi remix fatti dagli amici che si inventavano DJ nelle festicciole nei garage di casa. Ovviamente non c’era solo Sanremo e la musica italiana offriva anche molto altro, come quella straniera, però non ho mai capito perché negare di ascoltare ed apprezzare canzoni ed artisti che uscivano da quelle serate.

Detto questo, vi propongo la mia personale top 20 delle canzoni di Sanremo che ho “vissuto”, nel senso quelle di cui ho un ricordo personale. Ho cercato in rete i video, e dico la verità, a riguardarli mi sono fatto quattro risate.

Le persone, i vestiti, le scene cambiano, ah se cambiano!

20 FUORI IRENE GRANDI 1994

19 LA NOTTE ARISA 2012

18 VACANZE ROMANE MATIA BAZAR 1983

17 L’AMORE RUBATO BARBAROSSA 1988

16 E DIMMI CHE NON VUOI MORIRE PRAVO 1997

15 INEVITABILE FOLLIA RAF 1988

14 DISPERATO MASINI 1990

13 L’ITALIANO TOTO CUTUGNO 1983

12 CONFUSA E FELICE CARMERN CONSOLI 1997

11 MALEDETTA PRIMAVERA L. GOGGI 1981

10 LA SOLITUDINE LAURA PAUSINI1993

9 UOMINI SOLI POOH 1990

8 LA TERRA DEI CACHI ELIO E LE STORIE TESE 1996

7 SI PUO’ DARE DI PIU’ MORANDI RUGGERI TOZZI1987

6 COME SAPREI GIORGIA 1995

5 LUCE (TRAMONTI A NE) ELISA 2001

4 PERDERE L’AMORE RANIERI 1988

3 TERRA PROMESSA RAMAZZOTTI 1984

2 VITA SPERICOLATA VASCO 1983

1 ALMENO TU NELL’UNIVERSO MIA MARTINI1989

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