Davide, Alessandro e Andrea
Failcaffè
18 Febbraio Feb 2013 2120 18 febbraio 2013

ha davvero senso restare in Italia?

Da quando esiste Failcaffe’, di tutto ci siamo occupati, dalla politica internazionale, all’inventore della pasta… eppure non sembra essere servito a molto, quindi conviene essere piu’ chiari ma prima vorrei porre una domanda.

di luomodalleideologieforti

Certo che se uno si ritrova a scrivere certe cose…

Scopriamo subito tutte le carte in tavola, il nome “uomo dalle ideologie forti” dice gia’ molto.

Quello che non dice e’ che ho 22 anni, che sono al quarto di giurisprudenza, che appartengo alla generazione piu’ sottovalutata, denigrata, mediaticamente bombardata, da tutti dimenticata, mica poco incazzata, all’ estero emigrata, che l’Italia abbia conosciuto…e che adesso ne ho le palle piene.

Il tono esasperato e’ un po volgare, perfettamente si addice alle pagine di un blog che solo ora mi sembra di possedere davvero (si tratta di una comproprieta’ ad essere precisi).

Da quando esiste Failcaffe’, di tutto ci siamo occupati, dalla politica internazionale, all’inventore della pasta, abbiamo parlato di una miriade di argomenti che non appartengono al cosidetto mainstream, riportando su un accumulo di byte sparsi per il web, punti di vista onesti non filtrati da nessuna forma di interesse che non fosse la nostra stessa curiosita’; eppure non sembra essere servito a molto, quindi conviene essere piu’ chiari. Ma prima vorrei porre una domanda.

Per chi a vent’anni si trova al momento in Italia: e’ davvero sensato restare?

Questo lo scrivo per palesare il problema, l’accusa che mi sento di muovere a chi ci ha governato fin ora, senza troppi giri di parole e’ solo questa: non voglio piu’ sentire i chiacchiericci di una classe politica che il politichese non si e’ nemmeno presa il buon gusto di impararlo, vorrei che mi dicessero soltanto per quale dannato motivo, se parlo 3 lingue e tra un anno mi laureo, con tutti i posti meravigliosi che ci sono in questo enorme mondo, io dovrei restarmene in Italia.

Non penso che nessuno risponderebbe sinceramente a questa domanda, quindi mi rispondo da solo.

Non c’e’ motivo.

Nel bel paese la vita costa cara, non c’e’ lavoro, le tasse sono alle stelle, la burocrazia e’ una macchina mangia carte che Irnerio si pentirebbe di aver inventato il diritto… non ti puoi fare una dannata canna senza la paura di finire schedato, multato e costretto a pisciare per 6 mesi in un vasetto… il principe fallito che faceva la pubblicita’ delle olive, qualche anno fa era a Sanremo con la canzone “Italia amore mio”, assieme a lui cantava Pupo, e quest’anno fischiano Crozza con la storia della non politica?

Insistiamo, siamo lenti, lentissimi, non vi dico quanto ci metto ad aprire un video di un’ora sul mio pc nel remoto sud! il pensiero viaggia lento, in compenso le merci andranno velocissime con la Tav, un investimento di non ricordo quanti miliardi per bucare una montagna, in un momento di crisi mondiale e soprattutto senza chiedere il permesso a nessuno.

Continuiamo, il Papa si e’ dimesso ma ne faranno un altro e, a meno che con un colpo di mano non si approfitti di questa vacatio per fare un paio di belle leggi sui diritti civili, al povero frocione di turno che altro non chiede che vivere felice per gli affari suoi, tocchera’ subirsi un altro micidiale dibattito su quanto sia contronatura il suo amore.

Ci sto prendendo gusto, mancano solo un paio di cose: la dilagante corruzione in tutte le cariche dirigenziali del paese ad esempio; abbiamo fatto della corruzione stessa il sistema, tanto che quando qualcuno viene sorpreso a rubare, la sua linea di difesa e’ sempre la stessa…”lo facevano tutti”.

L’ammasso di cemento con il quale abbiamo coperto tutto quello che avevamo (questa e’ populista solo per chi non ha visto cadere Punta Perotti), l’idiozia, si perche’ se per un annuncio elettorale palesemente assurdo come quello del ponte sullo stretto, siamo riusciti a generare un’emorragia di fondi stanziati in consulenze tecniche e addirittura una guerra di mafia per il possesso dei territori su cui sarebbe stato costruito, allora siamo pure idioti. Che diamine volete che manchi? lo smantellamento di un sistema di istruzione pubblica (vecchio e costoso forse)? la peggiore informazione d’ Europa? la distruzione di un patrimonio artistico unico al mondo per il quale dovremmo rispondere di crimini contro la storia? le guerre? …missioni di pace… la grande impresa? ormai non esiste nemmeno più e quei pochi che restano vogliono solo due cose, soldi e liberta’ di licenziare. allora…per cosa dovrei restare?

Come al solito nell’elenco dei pro ci sono il buon caffè, la pizza a 3 e 50 invece che a 7, una grande fiducia in Stramaccioni e poco altro….

La verità è che questo è un molto riduttivo, noioso e gia’ sentito elenco di cose universalmente riconosciute come assurde, è il ritratto di una società antica e bigotta, che non si e’ curata di sè stessa, ed ha appaltato il compito di governarla a sedicenti dottori le cui ricette si sono rivelate fuffa sotto tutti gli aspetti; una societa’ che forse ora si rende conto che si e’ stati per troppo tempo in fila davanti ai seggi come si sta in fila davanti al bagno, una societa’ che forse ora si e’ accorta che da vent’anni non continuamo a vedere niente che non abbiamo veduto già.

Quindi, per rispondermi da solo non posso che dirmi, resta… tanto in questo macello puoi sempre fare l’avvocato penalista.

Ma soprattutto resta perchè tutto questo non e’ colpa tua. non sei tu ad avere le mani in pasta in questa storia. sara’ fortuna, sara’ che a 22 anni non conti un cazzo e quindi non ne hai avuto l’occasione, ma in questa storia tu sei quello con le mani pulite, sei la vittima e come tale hai diritto alla vendetta.

Vorrei che i signori che ogni tanto su Linkiesta commentano alcune delle nostre provocazioni si mettessero un dito sulla coscienza, mentre noi succhiavamo il latte dalle tette al silicone delle nostre rifattissime madri, mentre ci sfracellavamo di mazzate guardando dragonball, mentre accadevano tutte quelle belle cose di cui sopra ho scritto,voi… dove cazzo eravate?

Adesso e’ facile parlare di giovani, una classe dirigente che sta facendo i conti con l’unico l’imite che non è riuscita ancora a sfondare (Silvio ci prova ancora), l’invecchiamento, si guarda indietro alla ricerca di qualcuno a cui consegnare quell’ammasso di macerie che e’ diventato il nostro paese, convinta che prima o poi verra sempre qualcuno a mettere una pezza sull’unica cosa rimasta della ciambella…il buco.

non temete, verremo al controattacco con elmi ed armi nuove…

Questo pezzo forse è uno sproloquio, uno spreco di caratteri digitali, ma in queste righe e’ confusamente raccolto il grido di una generazione stanca di aspettare un cambiamento che non arriva e che quindi ha deciso di prendere la stessa strada dei propri nonni e di lasciare il paese; io dal canto mio preferisco restare a combattere, anche se non vedo davvero “come” al momento, ma un modo lo si trova; del resto il tempo e’ dalla mia!

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