Il migliorabile
20 Febbraio Feb 2013 1525 20 febbraio 2013

Senza Tondelli e Gallo, anche il Migliorabile si licenzia

Egregio dottor Vitale, signori Tavecchio e Pescarmona, spettabili soci proprietari tutti de Linkiesta.it, io non vi conosco personalmente e non ho nessun titolo per contestare il diritto di chi mette i soldi nei progetti, di poter poi decidere di cambiare anche da un giorno all'altro le persone su cui questi progetti ritengano sia giusto che camminino.

Se viviamo in un'epoca in cui solo l'idea di posto fisso rappresenta ormai un reperto d'archeologia sociale, è giusto che anche nell'informazione ci sia piena e trasparente fiducia tra proprietà e direzione, senza la quale è accettabile che le strade si possano dividere. Ma in questo caso, egregi signori del consiglio, siamo, se mi consentite, alla fiera dell'ipocrisia; uno dei giovani pilastri del giornale che in soli due anni si è guadagnato un'autorevolezza internazionale riconosciuta dalla migliore stampa estera, viene licenziato in tronco adducendo le solite vaghe ragioni economiche (poi puntualmente smontate dal direttore Tondelli), quando lo stesso condirettore nei giorni scorsi riceveva dalla proprietà attestati di congratulazioni e ribadita stima, in occasione della nascita di un figlio. Viene da chiedersi se la crisi economica sul giornale si sia potuta materializzare come un fulmine a ciel sereno con tanto di fiocco azzurro in casa Gallo, o se, molto più fondatamente e prosaicamente, ben altro di cui non si vuol parlare, in realtà dietro questo licenziamento si celi.

Quando si ha la forza di mettere da un giorno all'altro dei professionisti alla porta, si dovrebbe avere anche il carattere, e magari qualche attributo in più, per spiegare ai lettori perchè questo rapporto si è incrinato. Se non lo si fa, si perde credibilità anche per chi questo giornale gestirà in futuro, se a questa meravigliosa creatura, che in questi due anni ha spalancato le porte a talentuosi venti-trentenni che mai avrebbero trovato spazi nelle cattedrali per raccomandati o figli di bellefirme, della stampa italiana, si vuole continuare a garantire una speranza di futuro. Per quanto riguarda la mia insignificante persona, sono stato chiamato da Jacopo Tondelli a scrivere per l'Inkiesta dopo avergli raccontato come per me, piccolo free lance di provincia, l'aver toccato tasti particolarmente caldi in campo economico e politico nelle mie regioni d'azione, avesse comportato la sospensione di rapporti e la chiusura di piccole finestre di cui godevo nella stampa regionale umbra, toscana e ligure.

Ora che Jacopo, Massimiliano e chi con loro vorrà, si ritrovano nella medesima mia posizione di allora, non posso che tornare a spogliarmi di ogni spazio per essere fraternamente solidale con chi, per'altro nemmeno conoscendomi inizialmente di persona, mi ha subito accreditato di sincera amicizia, assicurandomi massima libertà di espressione in ogni campo ed in ogni situazione, anche quando, ed è successo financo ieri stesso, la mia opinione fosse opposta alla loro.

Senza di loro anche "Il Migliorabile" su l'Inkiesta chiuderà la sua voce per ricercarla libera da imbarazzi altrove; auguro a questa amata testata ancora grandi fortune, ma non si può essere personaggi in commedia buoni per tutte le stagioni e io gli occhi del mio amico Jacopo Tondelli voglio pensare di poter continuare ad incrociarli per il resto dei miei giorni arrossendo solo per l'emozione dell'amicizia.

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