Pubblica Amministrazione: come compra e quando paga
22 Febbraio Feb 2013 0538 22 febbraio 2013

Si fa in fretta a dire Autority ma quelle italiane sono le più costose

Chissà quante volte in questi giorni avrete sentito parlare, dai non pochi candidati, del tema della riduzione delle spese nella pubblica amministrazione.

Il problema è sempre lo stesso: a detta dei futuri parlamentari lo Stato è inefficiente e dunque bisogna tagliare i costi della P.A.. Particolare fautore di questa visione è il Premier Mario Monti autore, insieme ad Enrico Bondi, dei tagli già previsti dalla spending review nell'ambito dell'acquisto di beni e servizi, un aggregato di spesa dal valore di circa 136 miliardi di euro all’anno. In proposito temo che i risultati non saranno quelli preventivati dal super commissario – vedi relazione FIASO “Primi risultati economici dell'applicazione del DL sulla "Spending Review" nelle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale” -.

Non più tardi di qualche giorno fa il Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione ha presentato il Rapporto della Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione. Lo voglio citare perché, riprendendo le parole del Ministro Patroni Griffi: “il fenomeno della corruzione è una delle principali cause di inefficienza dei servizi destinati alla collettività…”

Il documento conta ben 435 pagine ma c’è una parte che voglio riprendere ed in particolare quella che tratta della prevenzione proponendo alcune misure. A pagina 32 si legge: “occorre nell’intento di moltiplicare le barriere alla corruzione interne all’amministrazione, ciascuna di esse diventi protagonista di una propria politica di prevenzione, certo guidata ed orientata da un’autorità nazionale anticorruzione…”.

Mi chiedo, ma il rapporto a quale autorità si riferisce? Sarà mica che la commissione istituita dal Ministro abbia fatto il pensierino di trasformarsi in un’Autority? Se così fosse ci sono alcuni aspetti che mi piacerebbe venissero fatti propri da chi si sta proponendo alla guida del paese:
a) Ma è proprio necessaria una nuova autority? Non potrebbe bastare estendere le competenze dell’Autorità Vigilante sui Contratti Pubblici (AVCP)?
b) Non sarebbe il caso di ottimizzare le risorse che in qualche modo si occupano del tema della trasparenza della P.A. (AVCP; CIVIT; ITACA)?
c) Considerati i limiti di intervento, limitati alla vigilanza, dell’AVCP (in proposito segnalo la diatriba tra l’autorità e la conferenza delle Regioni, in merito all’introduzione del bando-tipo, presente all’interno del rapporto quale misura anticorruzione), non sarebbe il caso di ampliare i poteri (anche sanzionatori) di quest’ultima invece di avere l’ennesimo organo “consultivo”?
d) Qualcuno si è posto il problema di monitorare e confrontare le attività delle nostre autority usando quali benchmark di riferimento le omologhe europee? Secondo i dati pubblicati ogni anno dalla “Global competition review” e rilanciati in Italia dallo Studio Gianni, Origoni e Grippo, la nostra Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con i suoi 57 milioni di Euro di spese nel 2011, si piazza al primo posto tra le principali analoghe realtà europee. La seconda in classifica, quella tedesca, spende meno della metà (25 milioni) ed ha anche 43 dipendenti in più (320 contro 277).

A proposito di autority. Stiamo ancora aspettando che veda la luce quella sui trasporti predisposta dal Governo Monti con il decreto “Salva Italia”.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook