Libertà è partecipazione
28 Febbraio Feb 2013 1323 28 febbraio 2013

Grillo non è la soluzione

Questa è una situazione storica. La Repubblica Italiana non ha mai vissuto uno stallo politico di queste dimensioni. Il voto di domenica e lunedì ha spazzato via, con un sol colpo, la Seconda Repubblica; il problema è che non si vede l'alba della Terza. Ciò che ne è venuto fuori è una sorta di apocalisse: il successo di Grillo è uno tsunami vero e proprio; Berlusconi è rinvigorito dalla rimonta che è riuscito a portare a termine; il Pd dovrà farsi un serio esame di coscienza per come ha perso (anche) queste elezioni.

A fare la differenza è stato il cosiddetto voto di protesta. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a catalizzare tutta la rabbia dei cittadini delusi dai vecchi partiti. Il problema, però, è come l'ha fatto. Grillo ha ottenuto il suo consenso grazie ai toni duri, alla scelta di andare contro tutto e tutti, alla voglia di distruggere, alle proposte socialisteggianti. Parlando con alcuni elettori del M5S ci si rende conto che non hanno scelto Grillo per le proposte, ma perchè "devono andare tutti a casa". Il reddito di cittadinanza, la decrescita felice, l'uscita dall'Euro, spesso sono argomenti che l'elettore medio del Movimento non ha mai affrontato.

Sta di fatto che il Parlamento sarà invaso dai grillini e a quel punto ci potremo rendere conto di che pasta sono fatti. Continueranno a credere alle teorie di complotto? Crederanno ancora di poter dar vita al reddito di cittadinanza? Saranno capaci di cancellare il debito e di dar vita al mito suicida della decrescita felice?
Le risposte le avremo tra qualche tempo, ora hanno davanti a loro una delle scelte più difficili, dovranno optare tra due opzioni: la prima è quella di sottoscrivere un accordo per il governo del Paese con il Pd. A quel punto si ritroveranno al fianco dei politici che volevano mandare a casa e magari si prenderanno anche qualche insulto; la seconda è quella di fare ostruzionismo duro e puro, non facendo passare alcun provvedimento e mettendo in serio dubbio l'elezione dei presidenti delle Camere, quindi rendendo il Paese ingovernabile e esporlo alle speculazioni dei mercati e all'ascesa del famigerato spread.

La domanda che tutti si fanno è "cosa accadrà?". Non lo sa nessuno, neanche i protagonisti che sono impegnati direttamente in questa fase. Le ipotesi in campo sono surreali: un governissimo Pd-Pdl porterebbe il M5S all'incremento di consenso; un governo Pd-M5S è un minestrone che non porterebbe a nulla e non godrebbe della credbilità internazionale; così come è irreale l'accordo prospettato oggi da D'Alema (governo Pd+Pdl+M5S) per alcune riforme.

L'unica via percorribile pare quella del voto anticipato, con delle offerte politiche capaci di emarginare il M5S. Se così non dovesse essere i grillini si assumeranno le responsabilità delle loro azioni (e di eventuali disastri).

Oggi, allo stato delle cose, Grillo non è la soluzione ma parte del problema. E intanto la Grecia non sembra più così lontana.

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