Rodolfo Toè
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1 Marzo Mar 2013 1454 01 marzo 2013

Beppe Grillo? La grande speranza di noi Sloveni

Il Movimento 5 stelle fa discutere in Italia e in Europa, ma c'è una parte dell'opinione pubblica europea che guarda con interesse (e un pizzico di speranza) alle evoluzioni politiche di casa nostra [avvertenza: questo post non è in alcun modo un endorsement politico a favore di Grillo o di qualsivoglia partito politico di casa nostra].

(nella foto, una caricatura di Grillo comparsa nell'articolo. La traduzione è: "ma quale euro?! I soli veri valori [intesi qui sia nel senso di 'valuta' che di 'virtù'] sono Internet, democrazia diretta e humor!")

In Slovenia, dove da mesi la popolazione deve combattere con rigide misure di austerità e con lo spettro del bailout, oggi un importante quotidiano finanziario ("Finance", di simpatie non sicuramente 'sinistrorse') ha pubblicato un articolo dai toni apologetici su Beppe Grillo e il movimento 5 stelle. Il titolo è "Beppe Grillo, rešitelj Slovenije" ("Beppe Grillo, il salvatore della Slovenia").

"Finance" non è il primo caso di stampa 'amica', a livello europeo, al M5S. Subito dopo le elezioni italiane, anche il francese Mediapart aveva minimizzato i potenziali pericoli dell'antipolitica "Grillina" all'interno del parlamento italiano.

"Gli abitanti del sud dell'Europa", scrive Črt Jakhel, l'autore dell'articolo, "vorrebbero avere la possibilità di continuare a vivere nell'Unione Europea, però abbandonando l'Euro, oppure abbracciando una politica monetaria diversa. Ma questa opzione è impercorribile oggi".

"Il Movimento 5 stelle, guidato da Beppe Grillo, in Italia ha totalizzato circa un quarto dei voti. I suoi elettori sono principalmente contro la corruzione della politica italiana e contro le politiche di austerità ad ogni costo".

"Beppe Grillo è una figura molto carismatica. Il suo blog si classifica fra i dieci più letti al mondo". "Egli è la grande speranza per la Slovenia, molto più di Janša, di Zoran Janković o della neo eletta Alenka Bratušek. Per quale motivo?".

"Il sud dell'Europa non può competere con il nord nello stesso campo. La competitività, nel sud, è stata ottenuta storicamente attraverso il deprezzamento della valuta. Una differenza enorme rispetto al nord. Anche la storia dell'eccellenza slovena si basa, in massima parte, su questo meccanismo. Adottare una moneta unica come l'euro ha messo fine, une volta per tutte, a questa possibilità".

L'idea alla base dell'articolo è che non sia possibile uscire dall'euro senza enormi traumi, tanto economici quanto politici (nella fattispecie, che non sia possibile uscire dall'euro senza rinunciare, al tempo stesso, alla democrazia). Secondo l'autore, "gli abitanti dell'Europa del Sud", tutto sommato, "vorrebbero vivere senza l'euro, ma senza abbandonare l'Unione Europea. Ma questo, al momento, non è possibile".

La Slovenia, da sola, non avrebbe le forze di imporre questa visione al resto dell'Europa. C'è bisogno che a farsene portavoce sia un Paese che significhi molto per l'intera Unione. Non la Grecia, né la Slovenia quindi. Ma l'Italia è una nazione talmente importante per l'Unione Europea che potrebbe riuscire ad avere, secondo Jakhel, il peso negoziale sufficiente. Contribuendo così a trovare una soluzione per il Sud dell'Europa. "Per questi motivi", conclude l'autore, "Grillo è il nostro grande alleato".

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