Emanuele Rigitano
Ego politico
2 Marzo Mar 2013 1037 02 marzo 2013

Leninismo a 5Stelle e i rischi per la Repubblica

La Russia di inizio XX secolo era un Paese arretrato e insensibile alle esigenze del popolo. Uno stato ancora di impostazione feudale con grande povertà dove ci sono ampie aree di grande freddo.

Una manifestazione nel 1905 per chiedere allo zar un piccolo miglioramente delle condizioni sociali, con tanto di petizione, finisce nel sangue. Da lì accade che il popolo russo reagisce violentemente con la complicità di una frangia di militari e del partito operaio socialdemocratico russo.

Nel 1917 c'è un'altra grave crisi, ampiamente peggiorata dalla guerra. in quel periodo nasce l'occasione di far progredire la Russia in un contesto democratico. Sarebbe bastato che le forze di opposizione allo zarismo avessero un po' di fiducia reciproca e un accordo. Invece la diffidenza e la volontà, con il ritorno in Russia dell'esiliato Lenin, di fare una rivoluzione bolscevica e instaurare uno Stato comunista fa saltare l'idea di un progetto pluralista e democratico.

Chi appoggiò Lenin e i comunisti russi era convinto del sole dell'avvenire, che sarebbe cambiato tutto, che per i ceti sociali più deboli sarebbe arrivato il benessere e la libertà. Sappiamo bene come sono poi andate veramente le cose, i professionisti della rivoluzione hanno fallito, e la ricerca del potere con il terrore di potenziali nemici ha preso il sopravvento con Stalin.

Riepilogo questi fatti perché ora in Italia abbiamo una situazione politica incredibile, con un Paese che ora è spaccato in 3 (senza contare il consenso della Lista Monti) e una classe politica incapace di decidere finalmente per il bene del popolo italiano. Questa incapacità ha dato gioco facile al Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo di arivare a un consenso del 25 per cento (io stesso non avrei mai immaginato tanto consenso, arrivato probabilmente all'ultimo momento).

Il problema è che tutto fanno il gioco del cerino, lo stesso M5S preferisce un governo Pd-Pdl e una proroga di Monti piuttosto che inchiodare il Pd su alcuni punti dirimenti del programma a 5 Stelle.
Ultimamente ci è stata data una spiegazione di questa scelta che, ricordiamo, è stata indicata da Grillo e Casaleggio e non tramite una votazione di democrazia diretta. La spiegazione è la convinzione che l'incapacità di questi partiti porterà a nuove elezioni e alla maggioranza assoluta del Movimento guidato da Grillo, per fare una rivoluzione in nome della democrazia diretta.

Sinceramente la forte convinzione che lui e Casaleggio hanno addirittura di cambiare il mondo attraverso il potere di internet lo trovo ecessivo e addirittura pericoloso. Se qualcuno si chiede il perché beh, gli consiglio di rileggersi la prima parte di questo post.

Grillo e Casaleggio, un po' i Marx e Engels del web, l'ex comico prestato alla politica che guida il popolo italiano del web alla rivoluzione contro la casta, come un novello Lenin del 3o millennio. Può darsi che abbiano le idee chiare, può darsi anche che ci si possa apprestare al disastro definitivo, questo non è chiaro. D'altronde è stato lo stesso Grillo a dire "o un salto nel vuoto con noi o un suicidio assistito con loro".

Ecco, io preferisco qualche certezza subito, ne avete il potere caro Movimento 5 Stelle. Per il salto nel vuoto c'è ancora tempo.

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