Ballatoio
5 Marzo Mar 2013 1439 05 marzo 2013

Nulla da discutere

Ci sono certe cose su cui si discute, ci si divide, ci si interroga, si media, si litiga; ci sono altre cose su cui invece non deve esserci alcuna discussione.

Finché si rimane nella prima categoria, possiamo discutere di legge elettorale, di leggi sulla corruzione, di conflitto d’interesse, di flessibilità e precarietà, di voti di fiducia, di responsabilità, di costi della politica, di quanto sia alto Berlusconi, di quanto sia importante la difesa della specie della cavalletta acridoidea o di quanto sia adeguato il modulo 3-5-2 ai giocatori della Juventus.
Possiamo discutere di tutto, ognuno con la propria idea, con la propria visione del mondo, con la propria sensibilità ed esperienza. Possiamo essere esperti, possiamo essere dilettanti, possiamo essere ignoranti, possiamo essere in buona fede, possiamo sussurrare o possiamo urlare, possiamo scriverlo, possiamo essere di destra, di sinistra, di centro, qualunquisti o populisti. Possiamo addirittura proporre un condono. Possiamo tutto.

E poi c’è quella seconda categoria, quella delle cose che non devono essere messe in discussione, mai. Quali sono? Sono le regole basilari della nostra convivenza democratica, quelle che ci consentono di discutere e dividerci su tutto, ma nonostante questo di vivere in una società civile e pacifica e non in una giungla. Sono quel denominatore comune che fa di noi tutti una comunità. Sono quelle regole che ancora oggi profumano del coraggio, del sudore e del sangue dei nostri padri.

Un esempio? Il capogruppo del secondo gruppo più numeroso della Camera dei Deputati dichiara che il fascismo, che ha eliminato in Italia ogni forma di libertà, ha avuto un “alto senso dello Stato”? Non c’è nulla da discutere. Non si può essere d’accordo o contrari. Non ci si può dividere su questo. Si dimette. E basta.

E poi c’è il leader di questa formazione politica che prende a calci la Costituzione scagliandosi contro l’articolo 67. L’assenza del vincolo di mandato per i parlamentari è una delle più alte forme di tutela della democrazia! Non c’è nulla da mettere in discussione, solo da preoccuparsi.
L’assenza di un vincolo di mandato significa che i rappresentanti del popolo non devono prendere ordini da qualcuno. E’ un principio sacrosanto che trova le sue radici nella rivoluzione francese, che in Italia fu introdotto già nello Statuto Albertino e che rappresenta un cardine fondamentale delle democrazie di tutto l'Occidente. E’ la libertà di ragionare con la propria testa e di non essere schiavi di qualche potere.
Istituire un vincolo di mandato significherebbe di fatto abolire il Parlamento come luogo della più alta discussione democratica. Significa adottare i modelli in vigore oggi in Bangladesh o in India. Significa che i parlamentari sono vincolati a rispettare degli ordini impartiti da qualche potere. A questo punto tanto vale eliminarlo il Parlamento...

Non c’è nulla da discutere. Solo da reagire.

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