Alessandro Da Rold
Portineria Milano
6 Marzo Mar 2013 1821 06 marzo 2013

In Lombardia il Pd apre a Grillo e offre il posto di Penati. E se M5s dice di no?

Appare quantomeno «un po' azzardata» la mossa del Partito Democratico in Lombardia di aprire al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo per costruire un'opposizione comune contro la Lega Nord di Roberto Maroni. Segue sulla falsariga l'esperimento che sta portando avanti a livello nazionale il segretario Pier Luigi Bersani, senza ottenere grossi risultati. Eppure il Pd lombardo e Umberto Ambrosoli - il candidato di centrosinistra perdente alle ultime elezioni - sembrano crederci. L'obiettivo è sempre lo stesso: responsabilizzare i grillini nelle istituzioni.

Non solo. Il gruppo regionale piddino capitanato, dal segretario regionale Maurizio Martina, ha deciso di offrire uno dei due posti dell'ufficio di presidenza proprio a un grillino. Ne spettano infatti tre alla maggioranza (Pdl e Lega ndr) e due all'opposizione. Nella precedente legislatura toccarono a Filippo Penati e Carlo Spreafico, due che di questi tempi in Lombardia non sono visti di buon occhio. Il primo per le note vicende legate alle inchieste su Sesto San Giovanni, il secondo per essersi fatto rimborsare una piadina alla Nutella. 

In sostanza, Silvana Carcano, candidata M5s, accetterà di affidare a uno dei suoi di occupare uno di quei posti che a detta di qualcuno portano pure un po' sfiga? Dai grillini lombardia, al momento, tutto tace. Ma basterebbe riguardarsi il comizio di Beppe Grillo in piazza del Duomo a Milano, quando Mattia Calise, consigliere comunale milanese sconsigliò di votare Ambrosoli alle regionali attaccando la giunta di Giuliano Pisapia. C'è una spaccatura tra i grillini, basta ricordare la presa di posizione di Adriano Celentano. Ma pare esserci una spaccatura pure tra i democratici, che apparentemente viaggiano compatti, anche se qualcuno sottovoce spiega che «sembra l'ennesima mossa disperata di questa segreteria regionale». 

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