Marco Sarti
Camera con vista
11 Marzo Mar 2013 1700 11 marzo 2013

A volte ritornano. Adesso Di Pietro vuole allearsi con il Pd

A volte ritornano. Neanche il tempo di metabolizzare la dura sconfitta elettorale e Antonio Di Pietro riappare sulla scena politica. Chi pensava che l’ex pm appartenesse ormai al passato è costretto a ricredersi. A dispetto della drammatica tornata elettorale, l’Italia dei Valori guarda con fiducia ai prossimi appuntamenti. L’esperimento al fianco di Antonio Ingroia ovviamente è archiviato. Non potrebbe essere altrimenti: la piccola coalizione non ha neppure superato la soglia di sbarramento alla Camera. «Un’esperienza irripetibile» ammette Antonio Di Pietro.

Adesso si guarda avanti. Anzi, indietro. L’ex pm incontra la stampa a Montecitorio, assieme ai capigruppo Felice Belisario e Antonio Borghesi. Rende conto delle decisioni assunte ieri dall’Esecutivo nazionale e annuncia: «L’Idv propone al centrosinistra di riprendere un cammino comune». L’obiettivo è rispolverare la foto di Vasto. E cercare di rientrare in Parlamento il prima possibile, magari approfittando del probabile voto anticipato.

Di Pietro se la prende con Bersani, colpevole di non aver voluto stringere un’intesa con l’Italia dei Valori. «Fino all’ultimo gli abbiamo chiesto di far parte della colazione. Ma il Pd e Bersani hanno fatto un ragionamento di ingordigia e hanno pensato di fare da soli». In realtà l’accordo era saltato per la lunga serie di insulti che l’Idv aveva rivolto al Quirinale e al Partito democratico. Ma forse è tardi per cercare i colpevoli. Già dalle prossime amministrative Di Pietro chiede al Pd di rilanciare l’alleanza. «A partire dal comune di Roma».

A fine giugno è in programma il congresso straordinario dell’Italia dei Valori. All’ordine del giorno ci sarà addirittura la sostituzione del leader. Il presidente dimissionario Antonio Di Pietro si farà da parte per lasciare il posto a un nuovo segretario politico. Possibilmente un giovane. La figura di Di Pietro resterà nel pantheon Idv? No, rimarrà direttamente nell’organismo dirigente. «Resta il mio impegno - spiega l’ex pm - nei ruoli che il partito vorrà assegnarmi». 

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