Cavoletti di Bruxelles
12 Marzo Mar 2013 1739 12 marzo 2013

Test dei cosmetici sugli animali, divieto totale nell'Unione europea.

L’11 marzo 2013 diventerà una data storica nella battaglia per superare il tabù dell’obbligo della sperimentazione animale. È entrato, infatti, in vigore il divieto totale, in tutto il territorio comunitario, di testare e commercializzare ingredienti e prodotti cosmetici sperimentati su animali.

In pratica i cosmetici sperimentati sugli animali non potranno più essere commercializzati nell'Unione europea.

Il Commissario europeo responsabile per la Salute e la politica dei consumatori, Tonio Borg, ha dichiarato: "L'entrata in vigore odierna del divieto completo di commercializzazione costituisce un segnale importante del valore che l'Europa attribuisce al benessere degli animali. La Commissione continua a sostenere lo sviluppo di metodi alternativi e a dialogare con i paesi terzi per convincerli a seguire l'Europa sulla stessa strada. Per l'Europa si tratta di un'occasione importante di dare un esempio di innovazione responsabile nel settore dei prodotti cosmetici senza scendere a compromessi sulla sicurezza dei consumatori."

Sono state esaminate attentamente le ripercussioni del divieto di commercializzazione e si è ritenuto che esistano motivi imperativi a favore della sua imposizione.

Questo punto di vista corrisponde a quello di molti cittadini europei, profondamente convinti che lo sviluppo di prodotti cosmetici non giustifichi i test sugli animali.

La Commissione europea ha stanziato per la ricerca di metodi alternativi circa 238 milioni di euro. Anche l'industria dei cosmetici ha dato il suo contributo, ad esempio cofinanziando con 25 milioni di euro l'iniziativa di ricerca SEURAT.

Inoltre, si è anche impegnata a coinvolgere i suoi partner commerciali per promuovere il modello europeo e per far accettare a livello internazionale i metodi alternativi.

“Sono ancora troppi in tutto il mondo – ha spiegato il direttore generale di Legambiente, Rossella Muroni - gli animali inutilmente usati come cavie da laboratorio, senza con ciò garantire maggiore sicurezza per la salute e l’ambiente. Ci auguriamo pertanto che il divieto imposto dall’Unione alle imprese cosmetiche, settore all’avanguardia nella ricerca senza utilizzo di animali, apra una profonda riflessione anche negli altri Paesi, negli altri settori economici e ancor più nel mondo della ricerca affinché capiscano ciò che i cittadini chiedono loro: ossia maggiore rispetto per gli animali e garanzia di solidità e ripetibilità di nuove conoscenze, cosa che la sperimentazione animale sempre più spesso non offre. L’Europa lo ha capito, ora spetta agli altri Paesi rompere questo tabù e perseguire la strada dell’innovazione”.

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