In principio è cinema
19 Marzo Mar 2013 1127 19 marzo 2013

E ora parliamo di Russia...

Quanto poco si parla di cinema russo dalle nostre parti? Troppo poco. Se non fosse per qualche autore baciato dalla critica (si pensi a Sokurov, per dire il più amato di oggi), nulla sapremmo del cinema ex-sovietico, e ancor meno sappiamo di ciò che accade in quelle terre a livello industriale e commerciale.

L’occasione per un primo breve approfondimento viene dall’ultimo numero della rivista Box Office (febbraio-marzo 2013), dall’articolo “Quanto cresce la Russia” a firma di Stefano Radice e Maria Elena Vagni.

Si parla di un mercato in costante ascesa, che nel 2012 ha chiuso con 180 milioni di spettatori (+6% rispetto al 2011, addirittura il +31.5% dal 2007 e più del doppio rispetto al 2005), con 1.35 miliardi di dollari di incassi con il 20% raccolto da film russi, quota quasi raddoppiata negli ultimi anni. Il box office complessivo nel 2005 valeva 315 milioni di dollari, e i biglietti costavano circa la metà di oggi (in cui si assestano sui 7,5 dollari). Le cause di questa crescita? Un Fondo governativo per il cinema, anche se la pirateria da quelle parti è ancora molto forte...

Veniamo ai numeri dei film prodotti: 600 all’anno dal 2010 al 2012, corti compresi, con il 70% di documentari e il resto diviso per due terzi alla finzione e un terzo all’animazione. Sono pochi i film che raccolgono sul mercato quanto sono costati, una dozzina all’anno, poche per le finanze delle circa 460 società di produzione attive nel Paese.

Dopo un embrago a inizio anni ‘90, i film statunitensi sono tornati sul mercato russo e sono loro a farla da padroni in termini di incassi tra i 350 circa film distribuiti ogni anno nelle 3.000 sale russe (140 titoli USA nel 2011!). Ventiquattro film italiani usciti in sala tra il 2007 e il 2012, ma la quota di mercato si aggira sullo zero e qualcosa per cento.

Nella top ten del 2012, dominio occidentale: primo “L’era Glaciale 4” con 50 milioni, poi “Madagascar 3”, “The Avengers”, “Breaking Dawn 2”, “John Carter”, “Skyfall”, “La furia dei titani”, “Battleship” e “The Amazing Spiderman”. Nessuna eccezione, anche se a inizio 2013 si è avuto l’exploit del film d’animazione “Three Bogatyrs on the Distant Shores”, quinto capitolo della saga dei tre Bogatyrs capace di raccogliere 30 milioni con oltre 4 milioni di spettatori, e che sicuramente sarà nella top ten 2013, magari insieme a uno dei film più attesi dell’anno, “Stalingrad” di Fedor Bondarchuk, kolossal di guerra che sarà anche il primo film russo prodotto in 3D.

Alle recenti candidature dei Nika Awards, gli Oscar russi che saranno assegnati il 2 aprile, tranne il “Faust” premiato a Venezia del citato Sokurov si fatica a trovare nomi e titoli in qualche modo conosciuti anche qui, e la tendenza delle uscite nei prossimi mesi sembra sempre penalizzante nei confronti del cinema russo.

Aleksander Sokurov, Nikita Michalkov, Timur Bekmambetov... pochi nomi, pochi titoli, pochi ricordi da una cinematografia che andrebbe riscoperta al più presto. Nei prossimi giorni in Italia, a Roma e a Torino, sono previste le Giornate del Cinema Kazako, una buona occasione per approcciarsi a titoli mai arrivati in Italia e per capirne di più. In attesa che le distribuzioni (anche solo di home video!) scoprano la grande Russia!

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