Emanuele Rigitano
Ego politico
20 Marzo Mar 2013 1621 20 marzo 2013

Grillo, era meglio rischiare di riavere Schifani?

Beppe Grillo - colui che doveva solo essere il megafono del Movimento 5 Stelle - si lamenta della scarsa trasparenza dei suoi per il voto del presidente del Senato. Il voto è segreto (lo dice la Costituzione) ma l'ex comico non ci sta e ha voluto sapere i nomi di chi ha votato per Piero Grasso. Pare che l'intenzione sia quella di tenere sotto controllo la situazione a costo di cacciare qualcuno.


Ma i senatori eletti in Sicilia non potevano tollerare la rielezione di Schifani, in tanti hanno posto il dubbio che l'ex procuratore nazionale antimafia Grasso fosse uguale a un signore dai dubbi rapporti con personaggi ritenuti vicini al mondo mafioso. Lo stesso Orellana,candidato dei 5Stelle alla presidenza del Senato, aveva di fatto espresso una leggera preferenza per Grasso. Il capogruppo alla Camera Vito Crimi ha spiegato in un video che l'unanimità era sull'evitare la rielezione di Schifani, e che era stata decisa la libertà di coscienza anche come atto di libertà. Affermazione successivamente ricorretta al punto da convincere Grillo e Casaleggio che servissero due "tutori della comunicazione" (uno è il blogger Claudio Messora).


Insomma il movimento che vorrebbe cacciare quelli che hanno distrutto l'Italia, per il comico genovese, dovevano votare in blocco rischiando di far rieleggere Schifani, proprio membro espressione di quella casta da cacciare.


Concludo con un aneddoto: Bersani ha detto che gli atteggiamenti dei 5 stelle sono leninisti. Posto che come si è visto non sono tutti uguali, posso vantare di averlo pensato prima di lui.Pensiero che avevo espresso già un anno fa in un mio vecchio blog.

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