Sergio Ragone
Pop corn
20 Marzo Mar 2013 1143 20 marzo 2013

Il gioco del silenzio e l'urgenza di avere un governo

Fino ad ora le mosse di Bersani hanno portato buoni frutti e costretto gli altri a rispondere colpo su colpo. Del PdL nessuna traccia, se non la solita con quel vecchio refrain che però non passa mai. Avendolo intervistato proprio su questo blog, sono convinto che Speranza saprà dare ai democratici la giusta dimensione e la necessaria visione, che serve e tanto, per passare questa fase difficile e complessa.

Non sappiamo, invece, quali sono state le prime azioni messe in campo dai grillini per gli italiani nel Palazzo. Sappiamo delle loro richieste, legittime, sappiamo del loro muso duro contro il Pd, e ci sta, sappiamo che al primo vero voto si sono dimostrati fragili e meno compatti del previsto, ma non sappiamo che fine hanno fatto le tante idee, le proposte e le azioni rivoluzionarie che hanno promesso in campagna elettorale. Quelle che 1/3 degli italiani vogliono vedere realizzate.

Fa notizia, invece, il silenzio stampa del portavoce dei portavoce, Messora, che si scaglia contro i giornalisti definendoli "esercito di spalamerda". Quanta tristezza. Ma a chi serve tutto ciò, se non al loro ego e alla loro "filter bubble" dalla quale non vogliono uscirne fuori? E sorvoliamo sulla conferenza stampa, anzi sul monologo con tanto di "lista della spesa", con la quale si siete presentati ieri ai giornalisti, senza -ovviamente- dare la possibilità di rivolgere delle domande.

Intanto oggi sono iniziate le consultazioni dal Presidente Napolitano, faro certo nel buio di questa convulsa stagione politica.
Siate seri, dateci un governo. E fatelo con giudizio, con merito. Fatelo tenendo presente questo vecchio adagio che oggi ritorna utile: "I popoli, checchè si dica, non si appagano di smaglianti teorie e di sterili riforme, soprattutto quando ne confrontano il valore pratico col peso delle contribuzioni forzose e con le moleste gravezze degli ordinamenti nuovi." (R.Riviello, Cronaca Potentina, 1888).

Perchè la crisi è qui, non è mai andata via e non è silenziosa.
Muovetevi.

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