Stefano Grazioli
Gorky Park
23 Marzo Mar 2013 0854 23 marzo 2013

Yulia tra Kiev e Bruxelles

La sobria seduta di questa settimana al parlamento ucraino é finita sui media di mezzo mondo (video da Russia Today):

A causa del caso di Yulia Tymoshenko, i rapporti tra Kiev e Bruxelles stanno andando a rotoli. E Mosca se la ride.

Da Limes: Dialogo tra sordi

"La storia infinita: tra Ucraina e Unione Europea le relazioni vanno avanti a singhiozzo e il vertice bilaterale di fine febbraio a Bruxelles si è concluso con un nulla di fatto.

Da un lato il presidente della Commissione Juan Manuel Barroso e del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, dall’altro il capo di Stato ucraino Victor Yanukovich e una delegazione con la partecipazione anche del governatore della Banca centrale Igor Sorkin: hanno discusso le prospettive di integrazione europea per l’ex repubblica sovietica firmando tra l’altro un accordo per un finanziamento di 610 milioni di euro nei prossimi due anni.

Briciole, rispetto al programma di aiuti che Kiev sta tentando di rinegoziare con il Fondo Mondiale Internazionale per oltre 15 miliardi. Barroso ha sottolineato comunque l’importanza dell’Ucraina nel settore della cooperazione energetica e Yanukovich si è detto ottimista, confermando la volontà di sottoscrivere l’Accordo di associazione con Bruxelles entro la fine dell’anno.

Tra le due parti però il convitato di pietra che risponde al nome di Yulia Tymoshenko ha pesato sul dialogo, lasciando poco spazio per lo scongelamento della situazione.

Se nella dichiarazione congiunta al termine del vertice Bruxelles e Kiev hanno ribadito le intenzioni di collaborazione e riaffermato “la cooperazione per ciò che riguarda l’associazione politica e l’integrazione economica sulla base del rispetto dei valori e la loro effettiva promozione”, in realtà lo stallo rimane.

L'Ue desidera la Tymoshenko libera, l'Ucraina vuole mantenere l’ex premier in galera, o quantomeno esiliarla con la sicurezza che non faccia più ritorno in patria a immischiarsi in faccende politiche.

Difficile che si giunga al compromesso, anche se l’ipotetica liberazione dell’ex ministro degli interni Yuri Lutsenko, in carcere da oltre un anno, potrebbe essere un gesto teso in questa direzione. L’Ue pigia sull’acceleratore e vuole passi concreti entro maggio, per firmare l’Accordo di associazione a novembre al vertice di Vilnius. A Kiev si studiano con calma le strategie di uscita. Con quali risultati è tutto da vedere.

Si tratta per Yanukovich di rimediare al crescente isolamento in cui ha spinto il paese nei suoi difficili esercizi di equilibrio tra Bruxelles e Mosca.

Sul versante russo la questione del gas rimane irrisolta e anche sulla partecipazione all’Unione doganale si continua a trattare. L’incontro tra Vladimir Putin e Yanukovich a Zavidovo all’inizio di marzo non ha smosso le acque.

Il Cremlino preme per l’integrazione euroasiatica e mette sul piatto forti sconti sulla bolletta energetica per arrivare a una gestione comune del sistema ucraino dei gasdotti. Gazprom ha presentato un conto di 7 miliardi a Naftogaz per i contratti take or pay del 2012 apparentemente non soddisfatti.

Kiev non vuole finire nelle braccia di Mosca e nemmeno cedere a Bruxelles. La strategia di Yanukovich di navigare a vista rischia però nei prossimi mesi di dover mutare di fronte quantomeno all’ultimatum dell’Ue. Se non ci sarà la firma sull’Accordo di associazione, saliranno le probabilità che l’asse ucraino si sposti definitivamente verso la Russia".

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