Intervistato.com
25 Marzo Mar 2013 1805 25 marzo 2013

Federica Salsi su Intervistato.com

■ Chi è Federica Salsi?

Federica Salsi, ex attivista del Movimento 5 Stelle, ci ha concesso un'intervista qualche giorno dopo le elezioni politiche che hanno visto l'enorme successo del Movimento.

In primo luogo abbiamo chiesto a Federica la sua opinione riguardo alla preparazione degli attivisti: a suo avviso non c'è una mancanza di competenze tecniche all'interno del Movimento, ma di conoscenze relative al funzionamento della macchina amministrativa. E' chiaro tuttavia che, quando si comincia un percorso di questo tipo, non è pensabile gravare sulle spalle dei cittadini per tutto il tempo per cui è necessaria una preparazione. L'intervista a Bartolomeo Pepe, che ha destato moltissimo scalpore negli ultimi giorni, l'ha stupita molto: a suo avviso infatti ci sono persone preparate all'interno del Movimento. Poche, ma ci sono.

Secondo Federica le perplessità che aveva esternato lo scorso anno dopo la sua espulsione dal Movimento 5 Stelle hanno trovato un riscontro in ciò che vediamo accadere ora, e la sua non è stata che un'anticipazione delle sensazioni che ora trovano riscontro con i fatti.

Ciò su cui a suo avviso sarebbe necessario interrogarsi è il fatto che Beppe Grillo si prenda la libertà di dire - ad esempio - che vedrebbe bene un Di Pietro come Presidente della Repubblica, senza però confrontarsi con la base. Un altro fatto interessante è che anche dopo le elezioni Grillo abbia continuato ad esprimersi senza un confronto con quelli che sono gli eletti.

Abbiamo chiesto a Federica se il risultato di queste elezioni l'abbia stupita: la risposta è assolutamente no. Si sapeva che il risultato sarebbe stato il 28-30%, e quel che è accaduto altro non è che una conferma di quello che si vociferava prima del voto. Non c'è da stupirsi prima di tutto per il grande malcontento che serpeggiava nel Paese: ci sono tante persone che hanno votato M5S non tanto perché credono che il Movimento possa risollevare le sorti del Paese, ma semplicemente per non votare le solite facce.

Questo fatto è dimostrato anche dal fatto che l'astensionismo è aumentato: pur avendo un ottimo risultato, il Movimento non è riuscito ad aggregare gli astensionisti, che sarebbero il reale pubblico del M5S, ma hanno spostato voti da destra e sinistra, poi convogliati nel Movimento.

Ci sono moltissime domande in questo momento e una grande attenzione per gli attivisti, ad esempio con il paragone Grillo - Hitler emerso negli ultimi giorni. Secondo Federica c'è una grande apertura dei Movimento a chiunque voglia informarsi e conoscere più da vicino le attività sul territorio, ma c'è una grande differenza tra le dinamiche locali e le dinamiche nazionali. Se è vero che a livello locale l'organizzazione è sempre avvenuta in maniera autonoma, altrettanto non può essere detto per il contesto nazionale, per cui Grillo e Casaleggio hanno deciso tutto in autonomia.

A partire dalle regole, dalle modalità per fare le candidature, il contenuto del programma, tutto fatto senza un confronto con gli attivisti, per poi veicolare questi loro contenutiusando modalità comunicative che richiamano le modalità dell'epoca fascista. La differenza la fanno le persone che si sono avvicinate al Movimento, specialmente negli anni dal 2007 al 2009, quando Grillo usava ancora un modo di comunicare graffiante e ironica, ma più morbido rispetto ad oggi.

Ora le modalità sono molto più violente, si fa leva sulla pancia - come avveniva durante il fascismo e il nazismo - e manca una proposta di soluzione. Quindi dal punto di vista della comunicazione delle analogie ci sono, ma bisognerà vedere come si comporterà il governo prima di poter esprimere un giudizio definitivo.

Abbiamo chiesto se questo cambiamento nella modalità di comunicare, e il fatto che conseguentemente ne siano stati attirati esponenti di Forza Nuova e Casa Pound, possa alterare il nucleo originario del Movimento: secondo Federica questo rischio esiste ed è concreto. A suo avviso c'è stato uno spostamento verso l'ideologia di destra durante l'ultimo anno. Fino al 2011 Grillo ha aggregato un elettorato più vicino alla sinistra, mentre dal 2012 in avanti, in concomitanza del crollo della destra e lo scandalo della Lega, ha cominciato ad attirare anche un elettorato di destra.

Questo trova conferma specialmente a livello locale, dove ci possono essere grosse discordanze riguardo a certi temi: a Bologna si è sempre mantenuto un atteggiamento di confronto e comprensioni riguardo ai temi dell'immigrazione, mentre in altri contesti, specialmente al nord, si propende per un atteggiamento più leghista.

Il Movimento è nato intorno a stelle molto chiare: ambiente, trasparenza, riduzione dei costi. Non c'erano ideologie di fondo, ma problemi molto concreti, e condivisibili da persone sia di estrema destra che di estrema sinistra, il che porta ad avere un contenitore in cui si ritrovano ideologie estremamente diverse.

Naturalmente invito tutti a visionare l’intervista, molto ricca di spunti e riflessioni. Buona visione!

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