Nicole Di Ilio
The ®esistance
25 Marzo Mar 2013 2258 25 marzo 2013

“Fuck your moral”: la “guerriglia” di una Femen tunisina

Posta due scatti a seno nudo su Facebook. E, ora, rischia la lapidazione. Questo lo scotto che dovrà pagare la Femen tunisina Amina Tyler. La diciannovenne che si spoglia degli abiti comuni per “indossare” la propria morale: “Il mio corpo appartiene a me e non rappresenta l’onore di nessuno”, scrive decisa sul proprio petto. Un messaggio, una provocazione? Sicuramente un voler farsi sentire. Dare voce a ciò che, purtroppo, viene spesso taciuto o , ancor peggio, negato. La ragazza si veste anche di coraggio e pubblica il suo sentire sul noto social network. Ferma, determinata, ma decisamente “scomoda” agli occhi islamici. Scatta, così, la minaccia di morte da parte di presunti salafiti. E l’Imam Adel Almi, si spinge persino a dire che Amina, con il suo gesto, merita la lapidazione. Sacrilegio.

La storia, intanto, si tinge di giallo: di lei, infatti, non si hanno più notizie. L’occidente avanza e urla la propria preoccupazione per le possibili condizioni di vita dell’attivista: “Non abbiamo contatti con Amina da giorni”, dichiara Inna Shevchenko, fondatrice del movimento Femen. E, con voce inquieta, aggiunge: “Il suo cellulare è spento, il suo account Facebook disattivato”. Insomma, la liceale è sparita: nessuno riesce più a contattarla e l’apprensione è tale da far partire una petizione online per chiedere di salvarla. Le femministe, intanto, scelgono il 4 aprile come data per sostenere la difesa di Amina. Un appuntamento “morale” al quale partecipare con la speranza che il giallo possa risolversi.

Con un lieto fine.

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