Segrete Stanze
25 Marzo Mar 2013 1540 25 marzo 2013

Se l’Italia fosse un’azienda chi ci salverebbe da un’Opa ostile?

In un clima di incertezza come l’attuale la risorsa scarsa per eccellenza non è, che so, il petrolio, l’oro, il rame, ma neppure la liquidità, il credito, il capitale infine. La risorsa più scarsa in natura, oggi, è la fiducia: la cui mancanza cresce il rischio e fa costare tutto di più. L’economista che sapesse misurare la mancanza del fattore fiducia o il suo impatto come fattore economico, potrebbe vincere il Nobel.

A ragione o a torto manca fiducia verso il governante, verso il politico, verso il giudice, verso il medico, verso il banchiere,l’industriale, il sindacalista, ma persino verso il giocatore di calcio.E persino, e ciò è forse più grave, verso il prete. Ecco: la mancanza di fiducia verso il governante provoca la cosiddetta instabilità politica con quel che ne consegue in termini di non governo e di rating, di incapacità di trovare soluzioni a problemi e l’impossibilità per il singolo cittadino di fare un piano strategico per sè e la sua famiglia.

Se oggi il nostro paese fosse un’impresa quotata in borsa, grazie ai modelli e risultati con cui è stata finora gestito sarebbe soggetto perfetto per un Opa ostile. Se c’è un paese con valore nascosto a fronte di risultati scarsi dovuto a modeste capacità gestionali, è il nostro. Se c’è un paese che ha un upside di crescita di valore altissimo, è il nostro. Se c’è un paese che ha evidenti vantaggi competitivi su cui sviluppare una strategia, è il nostro. Se poi volessimo potremmo anche dichiarare che se c’è un paese che offre vantaggi alla strategia, o soluzione ai problemi di altri paesi, è sempre il nostro. Ma in più, se c’è un paese che genera scarsi risultati inadeguati, è il nostro. Se c’è un paese sottovalutato, è il nostro.

Così, se domani un altro paese lanciasse un’opa sul nostro si rivolgerebbe ai cittadini votanti. La classe politica dirigente, (come farebbero i manager), dichiarerebbe l’ostilità e l’inadeguatezza dell’Opa, vantando ragioni varie e cercando di convincerci. Ma se fossero maturi cittadini – azionisti a decidere se esser incorporati in un altro paese, che risponderebbero? Se venissero dichiarati i criteri opportuni di merge e i valori accettabili offerti agli azionisti-cittadini (che so, i livelli di salari, di tassazione, di pensione, ecc.) in un momento come quello attuale del nostro paese , con il tasso di fiducia che possiamo attribuire ai leader, voteremmo a favore dell’Opa o no? Dopo aver letto le dichiarazioni dei leader sui giornali stamattina, ieri, e la certezza di quel che leggeremo domani, che faremmo se ci chiedessero di aderire ad una Opa di altro paese ben gestito ,democratico, credibile ecc.? 

di Thomas Distrust

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