Il maleficio del dubbio
27 Marzo Mar 2013 1654 27 marzo 2013

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono ancora innocenti: nessuno lo dimentichi

Premessa: ci sono quattro persone in una casa durante la notte, nessuno entra e nessuno esce. La mattina si scopre che uno di loro è morto. Nessuno degli altri tre ricorda esattamente cosa sia successo perché erano tutti drogati e ubriachi. Se nel corso del processo non si riesce a stabilire chi dei tre abbia materialmente ucciso la vittima, nessuno può essere condannato per omicidio, anche se è evidente che è stato uno di loro.

Quando la Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Perugia che assolveva dall’accusa di omicidio Raffale Sollecito e Amanda Knox, i tanti forcaioli che affollano il Paese sono balzati a un’immediata conclusione: visto che i giudici annullano un’assoluzione, evidentemente gli imputati sono colpevoli.

Falso. In primo luogo ancora non si conoscono le motivazioni della decisione della Cassazione e, in secondo luogo, dovendosi rifare da capo il processo di Appello non è in alcun modo sicura la condanna di Sollecito e della Knox per l’omicidio di Meredith Kercher.

La Cassazione potrebbe aver semplicemente ritenuto che non si fosse fatto abbastanza, o nel modo corretto, per capire cosa fosse successo quella notte. Anche perché in realtà dei quattro soggetti presenti, uno – Rudy Guede – è già in carcere condannato per omicidio. Va chiarito meglio il ruolo che hanno avuto gli altri due superstiti.

Di certo per ora ci sono la condanna di Amanda a tre anni di reclusione (già scontati, grazie al generoso ricorso alle misure cautelari tipico dei giudici italiani) per il reato di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, e la permanenza in prigione di Rudy Guede (anche se, col processo a Raffaele ed Amanda ancora in corso, mai dire mai). Dal processo di Appello è legittimo aspettarsi qualsiasi esito, non tifare per uno in particolare.

C’è solo una cosa più stupida che ritenere Amanda Knox innocente solo perché carina. Ritenerla colpevole per lo stesso motivo. Nel primo caso almeno si salva il principio per cui fino a sentenza definitiva tutti sono innocenti, nel secondo non si salva niente.

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