Emanuele Rigitano
Ego politico
28 Marzo Mar 2013 1050 28 marzo 2013

Errori di Pd-M5s VS Buon governo

Bersani, nonostante il risultato catastrofico di queste elezioni (in cui dovevano smacchiare il giaguaro...) ha tutto il diritto di tentare di formare un governo.
Ma, sapendo che il Movimento 5 Stelle non ha alcuna intenzione di appoggiare o di votare la fiducia a un governo con esponenti di partito, il segretario del Pd avrebbe dovuto comprendere che la via d'uscita doveva essere quella di fare un passo indietro.

Studiare nomi, a partire dal presidente del Consiglio incaricato, che fossero di svolta e in grado di aprire una nuova fase politica. Nomi credibili, indipendenti e spendibili anche agli occhi dei 5 Stelle e di Beppe Grillo per cui votare una fiducia e dare un appoggio esterno sui provvedimenti con cui si è d'accordo sarebbe stato possibile.

Il Movimento 5 Stelle ha comunque un atteggiamento contraddittorio. Loro affermano che l'unico governo possibile è un governo a 5Stelle. Un governo che avrebbe bisogno del sostegno dei partiti in Parlamento, quelli di cui non si fidano e quelli che non appoggerebbero mai perché alla fine non realizzerebbero nulla dei punti dei pentastellati.

Un governo affidato a una forza politica minoritaria. Gli unici che potrebbero ambire a formare un governo sono gli uomini e le donne della coalizione del Pd.
Il rischio è che caduta l'ipotesi Bersani si passi a un governo bipartisan. Un governo che se non elimina lo scontro a prescindere e la difesa di Berlusconi dai suoi problemi per risolvere quelli gravi dell'Italia oppure avvantaggerebbe ancor di più i 5Stelle. Che urlebbero dall'opposizione con soddisfazione di chi poi potrebbe arrivare ad avere la maggioranza alla Camera e al Senato.

Che accadrebbe soprattutto se dovesse (sciaguratamente) rimanere ancora questa porcata di legge elettorale, voluta da Berlusconi, Fini, Casini e la Lega di Calderoli. Ma siamo sicuri che riuscirebbero a rivoltare l'Italia come un pedalino?

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