Giovani europei
28 Marzo Mar 2013 1419 28 marzo 2013

Il 5 stelle siciliano e l'auto blu: chi di generalizzazione ferisce di qualunquismo perisce.

Il cittadino cinque stelle Giampiero Trizzino, consigliere regionale siciliano, ha fatto bene a utilizzare l'autoblu per adempire al suo ruolo istituzionale. Purtroppo è vittima di se stesso. La generalizzazione dei problemi porta con sé il qualunquismo del giudizio. Non si va mai fino in fondo alle tematiche e si giudica prima la forma (ovviamente importante) e dopo il contenuto.

“Per dovere di chiarezza nei confronti di chi mi ha votato.
Antonio Venturino ha rinunciato all’auto blu. Io non ho potuto nemmeno rinunciare perché ai presidenti di commissioni non è dato averne una personale(…). Ieri eravamo in visita istituzionale con il Console Generale degli Stati Uniti, il suo ufficio diplomatico, la Digos, la Polizia di stato come scorta e il funzionario della Commissione ambiente. Ognuno di loro con auto istituzionale. Cosa avremmo dovuto fare noi? Prendere la corriera? Affittare una macchina, spendendo molti più soldi di quanti se ne spendono prendendo un’auto blu (che tanto viene presa ugualmente dagli altri deputati)?”

Si giustifica, a mio avviso, correttamente. Però devo constatare una cosa: Chissà quante volte, Lei, o qualche collega attivista, avete tacciano i politici di casta come ora alcuni elettori fanno con voi. Quegli stessi politici che hanno agito come lei stesso ha fatto. Ovviamente ciò non giustifica nulla, poiché gli sprechi della regione Sicilia (la nostra regione) tocca picchi inverosimili. Però, quando si indossano i panni istituzionali il radicalismo indubbiamente si riduce, e si toccano con mano le reale esigenze della politica.

“Sto lavorando per risolvere i problemi più annosi della Sicilia. Sono stato a Sigonella e poi a Niscemi per parlare di Muos, non per fare la spesa. Sentirmi accusare che abbiamo preso l'auto di servizio per svolgere un servizio (!) mi sembra - permettetemi - un po' esagerato. Non credete?”

Assolutamente sì. Ma un uomo raccoglie la propria semina. Lei dichiara di essere molto felice della critica che le hanno rivolto, perché l’Italia sta cambiando in meglio. Io dico che non siete stati in grado di indirizzare i vostri elettori e di farli ragionare. L’Italia è diventata irragionevole, non migliore. La colpa non è di certo vostra, ma purtroppo non siete neppure la soluzione. Siete un passaggio obbligato.
Siete contro la casta, lo spreco, il clientelismo. Tutto ciò vi fa onore. Però, nell’alimentare per anni un fuoco incontrollato si rischia di rimanere bruciati, anche se quel fuoco serve a proteggere i cittadini dalla fauna politica.

Lei ha ragione, ma i suoi elettori non lo capiscono. Ci ragioni. Mi permetto di darle un consiglio: in tempi di pancia, è molto più rivoluzionario parlare alla testa. Magari per la prossima campagna elettorale sarete più precisi sui costi necessari della politica. Prenderete meno voti, certo, ma è il prezzo che si paga quando si ragiona.

Ps: Prima che qualcuno mi accusi di essermi venduto a qualche lobby politica-giornalistica, devo precisare che in Sicilia ho votato cinque stelle. Semplicemente non ho venduto la propensione al ragionamento.

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