Davide, Alessandro e Andrea
Failcaffè
28 Marzo Mar 2013 1146 28 marzo 2013

WSF 2013, la primavera è in Siria

Continua lo speciale del nostro blog sulle voci del World Social Forum, nei prossimi giorni cercheremo anche di approfondire alcuni fra gli argomenti toccati. Oggi è la Siria al centro del diario dei nostri amici a Tunisi.

di Leonardo Lucarno

27 marzo.
Il Social Forum è un’intreccio di storie e sentimenti. La testimonianza di Sara, giovane attivista siriana, è una di quelle storie che non ti lascia tranquillo, ti colpisce.

Colpisce sentire parlare di Rivoluzione. Una parola che a noi appare tanto lontana nel tempo quanto nello spazio. Una parola che invece a Tunisi è sulla bocca di tutti. Sara usa spesso questa espressione per raccontare l’esperienza che sta vivendo il suo popolo; a Damasco sono due anni che si combatte senza tregua e i morti ormai non si contano.

Colpisce sentirsi spiegare di come gli aiuti internazionali non facciano altro che rinforzare il regime condizionando la sopravvivenza della popolazioni alla benevolenza delle Ong. La rivoluzione siriana non chiede cibo ma possibilitá di ascolto e rappresentanza nella comunitá internazionale.

Colpisce sentire parlare di una rivoluzione che è iniziata come nonviolenta e che adesso nonviolenta non è più. “Ma come si fa a parlare di nonviolenza quando i cecchini di Bashar Al-Assad posizionati sui tetti sparano a vista sui manifestanti?” No, il popolo siriano piange giá troppi martiri. Sara vuole sopravvivere, sconfiggere il regime, ed insieme a molti altri giovani contribuire a costruire una democrazia che possa definirsi tale.

Colpisce infine accorgersi della speranza che trapela dalle parole di Sara. La convinzione che laPrimavera dopo aver attraversato il Mediterraneo partendo proprio dalla Tunisia sia arrivata anche a Damasco e ad Aleppo.

“Porto Alegre 2001: Another World is possible!”

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