Andrea Cinalli
Serialità ignorata
30 Marzo Mar 2013 1434 30 marzo 2013

"Deception", la serie ingannevole per davvero

In astinenza da 'murder mystery'? Voglia di un giallo che vi tenga sulle spine fino all'ultima puntata? Bene: “Deception” non fa per voi

Da qualche anno a questa parte le tv statunitensi sono tornate a scommettere sugli whodunit, i gialli alla “Twin Peaks” che si districano episodio dopo episodio, agli antipodi dei procedural, dove i casi d'omicidio sono risolti nell'arco di una puntata. Perlomeno qualche timido tentativo l'hanno azzardato le reti cavo, rinfrancate dal successo di vecchie produzioni o romanzi: AMC ha provato con “The Killing”, forte della riuscita del format danese; ABC Family s'è fatta avanti con “Pretty Little Liars”, impiastricciandolo con le frivolezze del teen-drama nel rispetto dell'omonima saga letteraria.
La tv pubblica, stretta la cinghia con la crisi che serpeggia pure fra gli studios tv, sempre all'erta a fiutare le ultime tendenze in voga, non è restata a guardare, buttando l'occhio sui gialli di ultima generazione e artigliando storyline qua e là.
Tale è la politica sposata dalla NBC, che a gennaio ha schiaffato in palinsesto “Deception”, un pastrocchio di giallo, thriller e soap che voleva ergersi a gustoso amalgama fra “The Killing” e “Revenge”, il drama della rivale ABC. Peccato che il risultato sia stato disastroso.
“Deception” dipinge il giallo della morte di una party girl che aspira alle tinte del noir quando l'amica di infanzia - ora poliziotta - si insinua nel nucleo famigliare della vittima, ma che incespica goffamente nel rosa con un inverosimile triangolo amoroso. Certo, perché se vieni assoldata dall'FBI per assicurare un omicida alla giustizia, con tutto il trambusto e la concitazione degli eventi, facile ritagliare tempo per i sentimenti risbocciati nei riguardi di partner di lavoro e fratello della povera ammazzata. Come no.

A contribuire al mancato innescamento della sospensione dell'incredulità sono anche personaggi piatti, dello spessore di una sottiletta Kraft: c'è Joanna (Meagan Good) l'agente protagonista brutalmente strappata dalle sedute di manicure, tutta chioma e seni voluminosi; c'è Will (Laz Alonso) il collega ex-amante, incomprensibilmente preso da gelosie piuttosto che focalizzato sul caso; c'è Mia (Ella Rae Pack), la bimbaminkia che scopre di essere figlia della donna freddata e non la pianta di lagnarsi, senza tuttavia versare lacrime.
È lontana anni luce l'ambiguità cui la serialità d'oltreocano c'aveva ormai abituati, remote pure la figura tozza (ma realistica) della detective Sarah Linden e l'aria malsana e le guance scavate del partner Holder di “The Killing”.
Al momento non c'è ancora una decisione ufficiale, ma sembra che la Rete del Pavone – dati alla mano (gli ascolti sui 3 milioni di telespettatori) - “ucciderà” presto la serie. Un telefilmicidio col tacito assenso dei serial-addicted.

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