Stampatello
30 Marzo Mar 2013 1416 30 marzo 2013

Napolitano sceglie il due in uno, più trasparente dello streaming cinquestelle

Papa e anti Papa? Forse, ma non è questo il punto. Oggi si attendevano le decisioni di Giorgio Napolitano dopo la giornata di consultazioni lampo aperte e chiuse ieri. Il vento tra ieri sera e stamattina diceva dimissioni, insieme un gesto di rimprovero e un modo per accelerare verso una soluzione, una qualunque. Eppure, analizzando anche sommariamente il settennato di questo presidente, una decisione del genere non poteva non stridere con l'eventualità di gettare il paese in una picchiata da mayday lunga più di una settimana. Il presidente ha optato per le altre due soluzioni, insieme, lasciando che la dialettica tra le posizioni, che lui stesso ha detto essere «già partita», venga a galla, subendo il vaglio dell'opinione pubblica. Due "piattaforme" in qualche modo concorrenti, due entità ibride a metà tra il governo ombra e il tavolo da poker, la risposta del presidente allo streaming dei grillini. Una trasparenza ancora più radicale.


Da una parte una figura alla Stefano Rodotà (o Rodotà stesso) capace di realizzare la sintesi tra Pd e Cinquestelle senza lo stigma (per i grillini) o il crisma (per i democratici) della guida Bersani. Dall'altra una personalità alla Giuliano Amato (o Amato stesso) per cercare le convergenze intorno ad un programma limitato di interventi. Il nuovo che avanza e l'ultima occasione del vecchio che rischia di sparire nel giro di una consultazione, stavolta elettorale. Ora toccherà davvero agli eletti in parlamento, che si definiscano vecchio o nuovo, politca o società civile, dimostrare di essere all'altezza di governare il paese. L'ultimo regalo di questo presidente della Repubblica.

@unodelosBuendia

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook