Andrea Tavecchio
Fisco e sviluppo
1 Aprile Apr 2013 1639 01 aprile 2013

Napolitano, il rischio Cipro ed i "pensatori" ai tempi di Facebook

A leggere "i social" sembra che in Italia ci sia un signore di 86 anni che, non avendo nulla di meglio da fare essendo un perdigiorno, nomina dieci personalità (maschi, non giovani quindi brutti e cattivi) per perdere tempo e non per cercare una soluzione condivisa per evitare il caos politico istituzionale in un Paese in cui - solo ad aprile - scadono oltre 46 miliardi di euro di titoli di Stato.

Il Presidente Napolitano ha - con grande buon senso - il terrore di perdere l'appoggio internazionale e di mettere quindi a rischio la nostra capacità di gestire il debito pubblico che - ricordiamolo ai pensatori ai tempi di Facebook - è già oggi sottoscritto per una cifra monstre dalla BCE (Banca Centrale Europea) senza la quale saremmo in default. Con il default del nostro debito sovrano potremmo dire addio al sistema bancario italiano e quindi al nostro tenore di vita ed alla vita democratica come la conosciamo. Democrazia, classe media e stabilità finanziaria sono la stessa cosa, anche ai tempi di Facebook e Twitter...

Certo saremmo tutti più contenti ci fosse un Governo che governa sulla base di una maggioranza stabile, un Presidente della Repubblica non in semestre bianco ed un Paese non a crescita negativa e con un debito pubblico di 2.000 miliardi di euro. Così non è ed i mercati lo sanno. Napolitano in una situazione difficilissima, anche dal punto di vista istituzionale, sta cercando di non far finire l'Italia come Cipro, con annessa fuga di capitali, blocco valutario, mega patrimoniale e blocco al prelievo di contati.

Viva Napolitano, anzi come si usa su Facebook "I Like Giorgio Napolitano", così è più ggiovane ed internet...

Twitter @actavecchio

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