Belfagor
2 Aprile Apr 2013 0851 02 aprile 2013

Il solo nome di Prodi

"Uno spettro si aggira per l'Italia" e non è il comunismo, figuriamoci. La minaccia che pesa sul futuro della Repubblica è rappresentata dall'eventuale elezione di Prodi alla presidenza della Repubblica. Stefano Folli consiglia prudenza. Altri opinionisti lasciano intendere che il rischio è serio. Che cosa tema Berlusconi è chiaro: «Stiamo attenti - ripete incessantemente ai suoi il leader del centrodestra - perché come ai tempi di Monti è in atto un'operazione contro di noi, questa volta per eleggere il capo dello Stato senza che i nostri voti siano determinanti». Questo riferisce Maria Teresa Meli sul Corriere. Annibale alle porte. I cosacchi in Piazza San Pietro. Prodi al Quirinale. Siamo a quei livelli.

"Uno spettro si aggira per l'Europa" e non è l'arrivo di Prodi al Quirinale. E' il ritorno in forze di Silvio Berlusconi al potere. Ecco il Guardian: "By focusing on the eurozone's minnows, the markets are in danger of overlooking a much bigger potential problem. If attempts to put together a new government in Rome fail, Italy will be facing a second general election and in such a scenario opinion polls currently put Silvio Berlusconi ahead.
It is not hard to sketch out a sequence of events in which Berlusconi completes a political comeback, the markets take fright, Italian bond yields go through the roof, the European Central Bank (ECB) under Mario Draghi says it will only buy Italian debt if Berlusconi agrees to a package of austerity and structural reforms, the new government refuses and then calls a referendum on Italy's membership of the single currency. Italy has already had six consecutive quarters of falling GDP and is on course for a seventh, making the recession the longest since modern records began in 1960. So when Berlusconi says he cannot let the country fall into a "recessive spiral without end", he strikes a chord".

Ossia: "Concentrandosi sul pesciolini della zona euro, i mercati rischiano di trascurare un problema potenziale molto più grosso. Se i tentativi di mettere insieme un nuovo governo a Roma falliscono, l'Italia si troverà di fronte ad una seconda elezione generale e in un simile scenario i sondaggi attualmente pongono Silvio Berlusconi in vantaggio.
Non è difficile delineare una sequenza di eventi in cui Berlusconi completa una rimonta politica, i mercati prendono paura, i rendimenti dei titoli italiani sfondano il tetto, la Banca centrale europea (BCE) con Mario Draghi dice che vuole comprare il debito italiano solo se Berlusconi si impegna ad un pacchetto di riforme di austerità e strutturali, il nuovo governo si rifiuta e poi chiede un referendum sull'adesione dell' Italia alla moneta unica [sarebbe tra l'altro da vedere se un referendum del genere sarebbe possibile in base alla Costituzione, art. 75]. L'Italia ha già avuto sei trimestri consecutivi di calo del PIL ed è in corsa per un settimo, venendosi a trovare nella recessione più lunga dall'inizio delle rilevazioni moderne nel 1960. Così, quando Berlusconi dice che non può far cadere il paese in una "spirale recessiva senza fine", tocca una corda sensibile".

Ha scritto Giuliano Ferrara oggi sul Foglio (parlando della Chiesa): "Se si va da un'altra parte, bisogna traslocare. E sperimentare la novità nella tradizione è un modo per saggiare tradizione e novità". Prodi o chi per lui rappresenta appena la novità nella tradizione. Non ci facciamo spaventare dai fantasmi agitati ad arte. I veri spettri sono quelli che ci portiamo dietro da quando lo stesso Berlusconi ha smesso di governare per i contrasti interni alla sua stessa coalizione: l'economia che arretra, l'Europa che si allontana, il mondo che non aspetta.

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