Asia Files
2 Aprile Apr 2013 1658 02 aprile 2013

Quanto spende Pyongyang per la difesa?

In tempi di tensioni tra le Coree e retorica guerrafondaia, Pyongyang ha annunciato quanto spenderà per la difesa nel 2013, anno iniziato sotto il segno del test nucleare di febbraio.

Secondo quanto scrive lo Rodong Sinmun, quotidiano del Partito dei lavoratori, ai militari andrà il 16 per cento del bilancio dello Stato, uno 0,2 per cento in più dell'anno precedente. Quanto questo sia in moneta non è specificato, sebbene il ministero sudcoreano per la Riunificazione calcoli che l'anno passato il budget sia stato di 910 milioni di dollari.

L'aumento serve per reagire alle provocazione “indiscriminate” degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ha detto il ministro delle Finanze del regime, Chow Kwang-jin. Dichiarazioni che riprendono la gamma di giustificazioni date nell'ultimo mese alle minacce di colpire il territorio statunitense e le basi Usa nel Sud della penisola coreana, in Giappone e nel Pacifico.

Minacce che hanno anche fatto leva sulla prova di forza di Washington nell'ambito delle esercitazioni congiunte con i sudcoreani iniziate a marzo. Gli Stati Uniti hanno prima mandato i B-52, facendo tornare la memoria al conflitto degli anni Cinquanta del secolo scorso, di cui quest'anno cade il sessantesimo anniversario dall'armistizio. Poi i B-2, i bombardieri invisibili ai radar capaci di trasportare armi nucleari, e da domenica gli F-22, punta di diamante dell'aviazione militare statunitense, capaci di eludere radar e sistemi di difesa aerea e usati in combattimento.

Il bilancio per la difesa nordcoreano di quest'anno è in percentuale il più alto dal 1998. Fino al 2002 il dato si è attestato attorno al 14,5 per cento per salire al 15,8 per cento tra il 2007 e il 2012, ossia gli anni in cui Pyongyang espandeva il suo programma nucleare – i primi due test sono del 2006 e del 2009- e missilistico. Cifre che corrispondono inoltre agli anni della presidenza sudcoreana di Lee Myung-bak, fautore della linea d'intransigenza contro il regime.

Altra decisione dal plenum del comitato centrale del Partito, tenuto ieri, è stata la conferma di Choe Ryong-hae al vertice dell'ufficio politico delle Forze armate. La carica gli dà la supervisione sul potente apparato militare del Paese.

Choe è considerato vicino al Jang Song-taek, zio del giovane dittatore e da molti indicato come la vera eminenza grigia del regime. Sono loro due, secondo alcuni esperti, a coltivare l'immagine del comandante Kim e del suo spessore militare. Anche un aumento del budget in questo campo può dare una mano.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook